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Riscaldamento climatico, Mercalli: "Non sembra che la società voglia limitare i danni"
Redazione
2 anni fa
La pioggia sta caratterizzando queste giornate, ma a livello mondiale il mondo scientifico continua a mettere in guardia sul riscaldamento climatico. "Purtroppo la società non sembra intenzionata a rendersi conto della gravità della situazione", ha spiegato il climatologo Luca Mercalli.

Aprile è stato l'undicesimo mese consecutivo a risultare il più caldo mai registrato. È quanto reso noto nelle scorse settimane da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Unione europea. Questo è soltanto l'ultimo allarme lanciato dalla comunità scientifica che sempre più spesso parla dei pericoli legati al riscaldamento climatico e dei possibili scenari con i quali potremmo fare i conti in futuro. Ma siamo ancora in tempo per invertire la tendenza? Ticinonews ne ha parlato con il climatologo Luca Mercalli.

"Non sembra che la società abbia intenzione di agire per limitare i danni"

"Dai primi dati disponibili emerge che anche maggio, probabilmente, a livello di temperature supererà il valore massimo mai raggiunto a livello globale. Così saranno dodici i mesi consecutivi più caldi di sempre. È un po' come la diagnosi di una malattia: il medico guarda i dati, pensa che il paziente abbia la febbre e questa non solo non diminuisce, ma aumenta. La diagnosi era già stata fatta cinquanta anni fa, in un momento in cui si poteva agire con una cura di prevenzione. Questa non è stata fatta e ora i sintomi compaiono in modo sempre più evidente. Purtroppo, non sembra che la società abbia intenzione di rendersi conto della gravità di questa condizione e di agire per limitare i danni. Conseguenze che, quando parliamo di grandi sistemi come quello del clima terrestre, possono diventare rapidamente irreversibili, perché la grandezza è tale che quando ci accorgeremo di un livello di rischio, questo sarà più grave di quello che registriamo oggi e sarà tardi per moderarlo. Ormai sono partite delle forze di dimensione planetaria che dureranno millenni".

"Non è possibile tornare indietro"

"Per invertire la rotta è troppo tardi, non è più possibile tornare indietro rispetto a un clima che consideriamo normale e sano. Un ambiente che, ad esempio, poteva essere quello di metà XXesimo secolo. Possiamo però fare molto per evitare il peggioramento dei sintomi, questo sì".

Cosa si può fare

"Attualmente ci sono stati dei passi avanti a livello di singoli settori o singole località, ma se guardiamo al risultato finale i risultati sono stati annullati dal progresso delle azioni non virtuose. Di conseguenza, anche se abbiamo installato dei pannelli solari, abbiamo anche aumentato l'uso del petrolio nel mondo. Cosa fare, quindi, in un paese come la Svizzera o l'Italia? Bisogna partire dagli edifici, perché il 40% dell'energia viene utilizzata in queste strutture. Bisogna cercare di ridurre il consumo e trasformare l'energia da fossile a rinnovabile: una tecnica win-win perché permetterebbe di spendere meno soldi e avere una maggiore autonomia energetica in paesi che non hanno fonti fossili interne".