
Scopre dopo ventitrè anni che il suo nome è tra quelli dei criminali ricercati in Europa - mentre lui viveva da tempo in Germania alla luce del sole - e la sua vita si trasforma in un incubo: rimane senza passaporto o altro documento d'identità, senza la possibilità, quindi, di compiere una serie di attività.E' la storia di Matteo Marino, 51 anni, nato a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, nei cui confronti nel 1985 un magistrato di sorveglianza della capitale aveva applicato la misura di sicurezza della liberta' vigilata per un anno per alcune condanne per reati contro il patrimonio relative ad episodi commessi quando aveva vent'anni. Un provvedimento che, però, non gli non venne mai recapitato: forse per un errore nella notifica, anche se vive dal 1995 in Germania dove, tra l'altro, si è sposato. Risiede ad Hannover e risulta iscritto all'Aire, l'Anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero, ed esercita regolarmente anche il suo diritto di voto.E' nel 2006 che Marino fece la scoperta, quando inoltroò la richiesta di rinnovo del passaporto, già, peraltro, rinnovato dal consolato d'Italia di Hannover; istanza che gli venne, per lui inspiegabilmente, negata.A questo punto prese carta e penna e scrisse al tribunale di sorveglianza e alla questura di Roma per conoscere la sua posizione. La lettera delll'uomo: "Risulto schedato in una banca dati dal nome BNR per motivi a me ignoti - si legge -. L'autorità di Hannover mi ha riferito che dalla banca dati della questura di Roma risulto essere un criminale ricercato perché vi sarebbe a mio carico una misura di sicurezza (libertà vigilata) comminatami nel 1985 da un magistrato di sorveglianza. Dal 1983, anno in cui mi sono trasferito all'estero (il trasferimento in Germania è, invece, del 1995, ndr) non mi risulta alcuna notificazione di provvedimenti giudiziari di cui sarei destinatario, altrimenti avrei cercato di risolvere gia' all'epoca i miei problemi. La cosa che mi appare più singolare è che l'amministrazione comunale e il consolato sapevano benissimo dove trovarmi e quale era la mia residenza".Marino fece anche presente che "la vita di un italiano all'estero, senza passaporto o altro documento d'identità, è tutt'altro che semplice: oltre a sentirmi ingiustamente un prigioniero e un criminale, mi sento anche un clandestino perche' non posso piu' compiere alcuna operazione ne' con le amministrazioni tedesche ne' con quelle italiane perché i miei documenti sono scaduti".Tiscali notizie
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

