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Raf e Tozzi, una storia lunga più di trent'anni
Raf e Tozzi, una storia lunga più di trent'anni
Raf e Tozzi, una storia lunga più di trent'anni
Redazione
7 anni fa
I due big della musica italiana si esibiranno domenica nell'ambito della rassegna Castle On Air

Sono tanti gli elementi che accomunano Umberto Tozzi e Raffaele Riefoli, in arte Raf. A cominciare dal comune “pigmalione”: il produttore Giancarlo Bigazzi che negli anni Settanta intravide le grandi potenzialità dell’artista torinese (Tozzi) facendo di lui l’incontrastato numero uno del pop melodico, e che nel decennio successivo prese un giovane musicista del circuito rock fiorentino (Raf, ovviamente) trasformandolo in una stella internazionale dell’italo-disco.

Ma c’è un altro singolare incrocio: entrambi hanno avuto un brano giunto ai vertici delle classifiche di vendita americana (Gloria e Self Control), cantato dalla stessa interprete, Laura Branigan. Con queste premesse era normale che i due finissero per incrociare il loro cammino. E infatti la cosa avvenne nel 1987 con il brano Gente di Mare: un successo internazionale che, tra l’altro fu la prima canzone cantata da Raf in italiano (fino a quel momento aveva infatti inciso solo in inglese). Un cammino che dopo quell’esperienza, è ritornato ad essere comune negli scorsi mesi con un singolo, Come una danza, ed un tour che domenica sera farà tappa a Bellinzona, nell’ambito della rassegna Castle On Air.

Come mai, a 30 anni di distanza dal vostro primo incontro, avete deciso di rimettervi assieme a fare musica?Tozzi: Tutto è iniziato due anni fa, ad ottobre. Stavo festeggiando il quarantennale di “Ti amo” con un concerto all’Arena di Verona al quale avevo invitato tutte le persone che avevano collaborato con me nelle mie varie produzioni discografiche. Fu una serata molto bella e sul palco c’era tra gli altri anche Raf con il quale ho passato un periodo storico bellissimo. Da quella partecipazione abbiamo pensato che fosse il momento di fare qualcosa assieme e così è stato.

C’è stata qualche difficoltà nel riannodare i fili di questo rapporto artistico?Raf: È stato tutto naturalissimo, come non fossero trascorsi 30 anni. Forse anche perché io e Umberto ci conosciamo bene da tanti anni e continuiamo a divertirci come allora.

Allora venivate da esperienze diverse: Umberto dai grandi successi di Ti Amo, Tu e Gloria; Raf invece dalla scena disco e dal successo planetario di Self Control. Due mondi insomma molto diversi.Raf: La diversità era solo apparente perché in realtà avevamo molte cose in comune. Sia io sia Umberto abbiamo fatto la stessa gavetta, una grande scuola che è quella della strada. Del suonare nei locali, sui palchi più disparati. Facevamo infatti tutti e due i musicisti.

E, sebbene in periodi un po’ diversi, nessuno dei due aveva l’intenzione di mettersi in primo piano. Nessuno di noi ha mai fatto concorsi canori, non abbiamo mai sognato veramente di fare le popstar. Tutto è arrivato così, quasi a nostra insaputa. Abbiamo poi cominciato a collaborare con la stessa persona, il produttore fiorentino Giancarlo Bigazzi, che ha avuto probabilmente la lungimiranza di vedere prima in Umberto, poi in me delle persone che gli davano degli input importanti, dai quali sono poi scaturiti dei successi pop che hanno addirittura fatto ballare gli americani (una cosa della quale entrambi siamo parecchio fieri).

Successi, tra l’altro interpretati dalla stessa cantante…Tozzi: È vero. Sia Gloria che Self control sono state portate al successo in America dalla stessa interprete, Laura Branigan. Ma anche questo è un caso, certe cose infatti avvengono senza alcun calcolo. Però è vero: come diceva Raffaele, abbiamo avuto un percorso diverso da quelli degli artisti di oggi che per emergere devono in qualche modo esporsi a festival piuttosto che talent. Abbiamo avuto una scuola totalmente diversa. Sono felice di aver iniziato la mia carriera in un periodo in cui la musica era un fatto emozionale molto forte e ognuno di noi si sentiva trasportato emozionalmente da quello che arrivava da tutto il mondo.

Ci tenete molto a rimarcare la differenza della musica di quando avete iniziato da quella di oggi. Era più difficile allora o è più difficile adesso iniziare a fare i musicisti?Raf: È sempre stato difficile. Allora le problematiche stavano in un ambito, oggi in un altro. Allora era difficilissimo farsi notare e trovare qualcuno che ti producesse. Oggi è facilissimo fare dei dischi e mettersi in evidenza, ma siccome l’offerta è ampia non è semplice far si che il tuo prodotto arrivi alla gente.

La differenza sostanziale sta nell’approccio alla musica. Una volta si suonava principalmente per piacere non per diventare famoso. C’è ovviamente chi faceva i concorsi (in Italia ad esempio c’era il festival di Castrocaro) però era una minoranza. Oggi invece ho l’impressione che la cosa più importante sia la celebrità e che la musica sia solo un mezzo per ottenerla. E questo porta ad un ribaltamento delle cose: si cura più l’immagine che il prodotto.

Tanto che oggi sentiamo dischi che anni fa non sarebbero passati per certi difetti di suono...Tozzi: Credo che riprenderemo con le produzioni che avevamo iniziato prima di lavorare a questo progetto e che abbiamo accantonato per dedicarci a questa esperienza. Ma al momento preferisco non guardare troppo al futuro e concentrami sul tour che va avanti fino al 25 settembre all’Arena di Verona. Poi vedremo. La musica è una partita di calcio che non finisce mai. Si può andare in Champions o andare a casa.

Quindi non è previsto per il momento un album fatto a quattro maniRaf: Per il momento no ma non è detto. Così com'è nata l’idea di fare questo tour insieme, non è detto che qualcosa accada anche a livello discografico. Ma preferisco non fare progetti in tal senso, anche perché lavorare a quattro mani non è una cosa che puoi programmare a tavolino. Bisogna prima fare delle cose insieme e se poi convincono e hanno una forza tale da poter essere proposte nel caos che c’è oggi, allora perché no? Prima dobbiamo sperimentare e dare tempo al tempo. E se son rose, fioriranno.

Mauro Rossi 

L'intervista completa è disponibile sull'edizione odierna del settimanale Extra

I biglietti di Castle On Air sono in vendita sul sito www.mediatickets.ch

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