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Quanto costa la tecnologia all'ambiente?
Redazione
13 anni fa
La tecnologia si rinnova troppo in fretta, e troppi prodotti finiscono nelle discariche dei Paesi in via di sviluppo. Allarmante il livello di inquinamento

Il Natale è alle porte, tutti hanno espresso i loro desideri. Quasi tutti prodotti tecnologicil. Così il Natale diventa una festa per taluni; e un incubo per altri. Il motivo? Troppi prodotti tecnologici diventano obsoleti da un mese all'altro (quando va bene). Di conseguenza, troppi di questi articoli finiscono nell'immondezaio, facendo così posto ai nuovi dispositivi. Ma che conseguenze ha il gettare un prodotto tecnologico nei rifiuti? Le conseguenze, come sempre quando si parla di attività umana, si traducono in danni ambientali. Con ripercussioni sulla salute umana.

Colpa o non colpa, ciò che è obsoleto va cambiato. E ciò che viene gettato, dovrebbe essere smaltito. Con i suoi costi. Ed ecco che molti ricorrono a uno smaltimento illegale. O meglio, un non smaltimento. Basta infatti prendere tutti i rifiuti elettronici, e mandarli ai Paesi in via di sviluppo, dove è facile aggirare i controlli. Insomma, il Paesi sviluppati utilizzano i Paesi in via di sviluppo come discariche a buon mercato. Fregandosene delle ripercussioni negative che tale attività ha su ambiente e popolazioni.

A produrre il maggior numero di rifiuti elettronici sono Cina e USA. Nel solo 2012, la Cina ha generato 11,1 tonnellate di questi rifiuti. Sono invece 10 tonnellate quelli generati da Stati Uniti d'America. Sebbene la Cina abbia prodotto più rifiuti, si stima che il Paese produca solo 5 chili di questi per ogni singolo abitante. Lo stesso calcolo rapportato agli USA, vede una produzione di rifiuti tecnologici per 30 chili ogni singolo americano.

Altri Paesi che presentano un'elevata produzione pro capite di rifiuti elettronici sono: Qatar 63 chili, Lussemburgo 49 chili, Singapore 36 chili, Norvegia 33chili e Hong Kong 30 chili.

Computer, tablet, telefonini, smartphone, televisori, piattaforme di gioco, e quant'altro. Tutto concorre a devastare il nostro mondo. O meglio, quella parte di mondo che non vediamo, o che non vogliamo vedere. Eppure esiste. Noi la usiamo come 'cestino dei rifiuti', ma di fatto c'è. A questa parte di mondo va la maggior parte dei prodotti che gettiamo. Quelli che le industrie non smaltiscono legalmente per non pagare. Il Massachusetts Institute of Technology ha calcolato che nel solo 2011, su 120 milioni di cellulari venduti su suolo statunitense, solo 12 milioni sono stati smaltiti regolarmente.

Il problema non è solo americano. Anche l'UE ha le sue colpe. E non poche. Stando a un rapporto dell'Interpol, un container su tre tra quelli controllati e destinati a lasciare il suolo europeo, presenta rifiuti elettronici illegali. Attualmente, sarebbero 40 le società indagate.

Cosa contiene un computer, un tablet, un televisore, o semplicemente un telefonino di nuova generazione? Molti i materiali tossici, come: piombo, mercurio, cadmio e arsenico. Ma anche componenti di un certo valore economico. E' stato calcolato che da 1 milione di telefonini si possono ricavare: 24 Kg d’oro, 250 Kg di argento, 9 Kg di palladio e oltre 9 tonnellate di rame.

Tralasciando i metalli preziosi, possiamo benissimo constatare la pericolosità dei materiali tossici senza essere per forza dei chimici. Tutti sappiamo che un vecchio termometro a mercurio rotto reca danni alla salute. Pensate ai danni che provoca il mercurio contenuto in tonnellate di dispositivi che finiscono nei Paesi in via di sviluppo. Per non parlare di cadmio e arsenico. O del solo piombo. Tutti metalli e sostanze destinate a essere assorbiti dall'ambiente. Finiscono nella terra, nell'acqua, e nell'aria. Avvelenando più velocemente di quanto si pensi il mondo di popolazioni a noi distanti prima; il nostro mondo poi. Avvelenare prima gli altri e poi noi stessi per risparmiare denaro. Ne vale davvero la pena?

L'Onu non ci sta, e lancia l'allarme. E denuncia i Paesi evoluti (o cosiddetti tali) che usano i Paesi in via di sviluppo come discariche a buon mercato, disinteressandosi completamente sulle conseguenze che ciò comporta su ambiente e popolazioni locali.

I Paesi che pagano il nostro menefreghismo sono: Africa, Messico, Venezuela, Paraguay, Hong Kong, Cina, Emirati Arabi, Panama, Perù e Libano. Un prezzo molto, troppo elevato. Soprattutto se consideriamo che solo nel 2012 il mondo ha prodotto qualcosa come 46,9 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Stando alle statistiche, il volume di rifiuti salirà del 33% entro il 2017, arrivando così alla spaventosa cifra di 65 milioni tonnellate di rifiuti.

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