
Quando vedi i figli delle amiche che camminano è inevitabile pensare « chissà quando comincerà a camminare il mio.. ». È uno degli argomenti che si affrontano quando il bimbo arriva all’anno di età. Le domande di rito sono : Cammina già ? Mangia tutto ? Dice già qualche parola ? E questo è il momento in cui le mamme e i papà si confrontano. Giusto parlarne ma sappiamo bene che ogni bimbo ha i suoi tempi e non ci sono momenti precisi o regole uguali per tutti.Eppure i genitori si preoccupano sempre e comunque. Si mettono in discussione come se tutto dipendesse da loro. Non é così. Il genitore ha il compito di accompagnare il bambino nella crescita ma poi molte cose dipendono dal carattere, dalla fisicità e dai gusti del bambino. Nicolas ha cominciato a camminare a metà gennaio ossia a tredici mesi. Si muove con una certa sicurezza, evita gli ostacoli e sale o scende i gradini senza problemi ma dopo un po’ ci vuole una siesta.
Chissà quanta fatica fisica e mentale impiegano i bambini che cominciano a camminare. Quante energie consumano per un movimento che per noi è ormai naturale. Ogni suo progresso è un’emozione perché significa che sta crescendo bene. Fin da quando è piccolo la frase ricorrente è « NON VEDO L’ORA CHE… ». E puntualmente qualcuno ti dice : « non farlo crescere prima del tempo ».Già, il tempo vola. È curioso e spericolato. Non gli sfugge nulla. È quindi nostro compito permettergli di conoscere l’ambiente in cui vive.Quando cade sorrido per non farlo spaventare. Dicono che il bambino sente la paura dei genitori per cui è necessario mostrasi sempre tranquilli e rassicuranti. Non è affatto facile ma evidenetmente funziona.Probabilmente perché non si è mai fatto male davvero… E già, deve ancora arrivare il momento in cui mi verranno i capelli bianchi dallo spavento. Bé, siamo stati tutti bambini. Ma non tutti siamo stati genitori.Per entrambi i ruoli c’è molto da imparare e l’esperienza è la migliore maestra.
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