
Scintille erano nell’aria e scintille ci sono state: nell’odierno TG Talk dedicato all’iniziativa No Billag si sono affrontati il, consigliere comunale UDC di Lugano Alain Bühler e l’attuale direttore della CORSI e già Presidente del Consiglio di Stato Luigi Pedrazzini.
In apertura di dibattito Bühler ha definito la manifestazione di sabato “una manifestazione sindacale” a cui hanno partecipato dipendenti e amici/parenti. Sempre secondo il consigliere comunale UDC gli esiti degli ultimi sondaggi sono frutto del “clima di terrore” creati dai contrari all’iniziativa, tanto che “in molti hanno paura a schierarsi”.
Una tesi respinta al mittente da Luigi Pedrazzini, che prende sì con le pinze il risultato, ma smentisce che vi sia una forzatura mediatica. Anzi, “c’è stata una presa di coscienza collettiva nei confronti di un’iniziativa che butta tutto all’aria. Non sono toccati solo i dipendenti della RSI ma tutti noi”.
“Nessuna problematica in futuro per la SSR”
In caso di Sì all’iniziativa, secondo Bühler la SSR dovrà cambiare la sua base finanziaria, “l’idea già presentata è quella di un canone volontario”. Uno scenario che non significherebbe automaticamente il tracollo.
“Siamo realisti – ha replicato Pedrazzini – Quella che nascerebbe sulla ceneri della SSR è un’azienda privata e non indipendente. Voi volete distruggere quello che c’è ora senza sapere quello che verrà dopo”.
Una SSR senza canone?
“La maggior parte della popolazione svizzera vuole comunque vedere la SSR, il canone volontario non ammonterà più a 1,2 miliardi ma a 700 milioni? La SSR dovrà comunque dimagrire…”, ha dichiarato Bühler. “La SSR fa informazione senza seguire il gradimento del pubblico”, ha poi rincarato.
"Il mercato lasciato libero dalla SSR verrà occupato da televisioni straniere. Per la Svizzera italiana non ci sarà più una radiotelevisione di questa importanza e voi volete distruggerla per niente”, ha replicato Luigi Pedrazzini.
“La SSR continuerà a esistere”
Bühler si è detto convinto che la SSR abbia personale, know-how e infrastrutture per continuare a esistere. “Siamo certi che ci siano piani B e C”.
“Non vi rendete conto di come siamo entrati nelle realtà ticinesi e con No Billag ci sarà un imbarbarimento delle Svizzera italiana, con l’informazione in mano a privati. Volete aprire ai privati in modo che solo il capitale potrà determinare le strategie: l’informazione non sarà più indipendente”, ha tuonato Pedrazzini in chiusura di dibattito.
“Vedremo se lanciare un’iniziativa per ridurre il canone a 200 franchi – ha concluso Bühler – Tutto dipenderà dall’esito delle urne il 4 marzo prossimo”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

