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Più longevi con le noci macadamia
Redazione
17 anni fa
Nasce un nuovo, ancestrale segreto atto a prolungare la vita in tutta salute

Nasce un nuovo, ancestrale segreto atto a prolungare la vita in tutta salute. Proprio così e pare che, responsabili di ciò, sarebbero le noci macadamia, un frutto originario del continente australe.Questo frutto conterrebbe un'elevata percentuale di acido palmitoleico, ed è proprio tale acido che accrescerebbe la longevità.E' il genetista Dr. Annibale Puca che ha correlato l'acido palmitoleico alla longevità. Infatti, presso l'Istituto Scientifico MultiMedica, il Dr. Puca studia quei meccanismi molecolari responsabili dell'invecchiamento.Prima di tutto bisogna considerare che la longevità, intesa come il raggiungimento di un'età avanzata in buona salute, è si delineata dalla genetica; ma anche, e forse soprattutto, dai molteplici fenomeni ambientali cui ci troviamo a far fronte.Anche in questo campo, la dieta è un fattore determinante, basti pensare a come si sia alzata l'aspettativa di vita dagli albori dell'uomo ad oggi: in primis con la scoperta della cottura e dei vegetali commestibili; per poi arrivare, negli ultimi 160 anni, ai recenti cambiamenti alimentari dovuti alla grande mobilità umana nel globo.A proposito di alimentazione, il Dr. Puca spiega che il profilo lipidico (è un gruppo di esami atto ad identificare l'alterazione della quantità di grassi o lipidi presenti nel sangue e per determinare il rischio di malattie cardiovascolari) non riflette solo il patrimonio genetico che l'individuo ha ereditato, ma soprattutto i cibi che lo stesso consuma tutti i giorni, che è in grado di modificare la struttura delle cellule.E' proprio vero quando si dice: "Siamo quel che mangiamo".A questo punto dobbiamo però capire cosa differenzia la grande massa umana dai pochi eletti ultracentenari. E qui entra in gioco il profilo lipidico, in particolare quello della membrana eritocitaria che, in coloro che superano i cent'anni, è caratterizzata da elevati livelli di acido palmitoleico; bassi livelli di acido arachidonico e linoleico (che sono dei grassi polinsaturi proinfiammatori). Ma ecco che giunge l'immancabile paradosso: è stato infatti scoperto che i centenari presentano anche elevati livelli di acidi grassi trans autoprodotti dall'organismo in risposta ai radicali liberi.In pratica uno stress moderato può aiutare a vivere più a lungo, spiega il Dr. Puca che, per le sue ricerche, dispone di una banca dati composta da oltre 2000 campioni di DNA provenienti da centenari di tutto il mondo.Dopo questa parentesi, torniamo all'acido palmitoleico, questo è un acido grasso monoinsaturo da cui dipende la sensibilità di fegato e muscoli all'insulina. Attraverso recenti studi si è potuto constatare come questo tipo di acido grasso sia in grado di influenzare la sensibilità del recettore dell'insulina e la longevità stessa tramite la modulazione di un gene, il FOXO3A.L'acido palmitoleico sarebbe presente, in massicce dosi, a livello della membrana cellulare, anche nei figli di centenari. Questo il risultato di una ricerca condotta dal Dr. Puca e successivamente pubblicata su "Rejuvenation Research".Purtroppo la dieta mediterranea presenta basse dosi di questo acido grasso così essenziale ai fini della longevità. Vi sarebbe l'olio extravergine d'oliva a contenerne, ma in basse dosi, comprese tra lo 0,3% ed il 3,5%. Per questo motivo gli esperti consigliano di incrementare questa sostanza tramite le noci macadamia, le quali arrivano a contenerne fino al 28%.Ciò nonostante non bisogna disdegnare altri tipi di acidi grassi, in quanto il nostro corpo ha comunque bisogno di un certo equilibrio tra le varie tipologie esistenti.

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