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Più faggi nei boschi protettivi
Redazione
14 anni fa
A causa del riscaldamento ambientale, il faggio in futuro sarà presente ad altitudini più elevate rispetto ad oggi

A causa del riscaldamento ambientale, il faggio in futuro sarà presente ad altitudini più elevate rispetto ad oggi. Data la maggiore capacità delle sue radici a trattenere l'acqua - afferma uno studio realizzato da ricercatori svizzeri - i boschi protettivi saranno più efficaci contro le alluvioni. Ciò permetterà di compensare almeno in parte l'aumento dell'intensità delle piogge causato proprio dal cambiamento climatico in corso.Le radici del faggio penetrano infatti più profondamente nel terreno rispetto a quanto fa l'abete rosso e quello bianco (70 cm contro 10 cm), le due specie oggi maggiormente presenti nelle foreste di protezione. A lungo termine, saranno dunque maggiori gli interstizi lasciati dalle radici morte all'interno dei quali il suolo può trattenere acqua.Più le radici di faggio penetrano nel suolo, tanto più il terreno risulterà alleggerito, aumentando quindi a lungo termine la sua attitudine ad accumulare acqua. In questo modo viene ridotto lo scorrimento dell'acqua in superficie e pertanto anche il rischio di inondazioni.I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato le capacità di stoccaggio di acqua di un bosco ricco in abeti rossi e di uno con una forte proporzione di faggio. Le due foreste sono situate nella regione del Gantrisch, nel canton Berna, e sono a poca distanza una dall'altra (quella di faggio è situata a una quota di 100 metri inferiore). In entrambi i siti le proprietà del suolo (tasso di umidità, densità, granulometria, grado di acidità) erano simili.I ricercatori hanno creato una forte pioggia artificiale della durata di un'ora su un'area di 1 m2. Al termine dell'esperimento si è constatato che un bosco misto di abete bianco e faggio è in grado di assorbire all'incirca il 15% in più di acqua rispetto a una foresta povero in faggio.Lo studio è stato realizzato dai ricercatori dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) in collaborazione con l'Università di Berna e la Facoltà di scienze agrarie e forestali della Scuola superiore universitaria HAFL di Zollikofen (BE). I risultati di tale ricerca sono stati pubblicati sul numero di novembre della rivista "Wald und Holz".ATS

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