
Una ricerca condotta presso l'Università dell'Arizona (USA) ha stabilito che il pisolino pomeridiano aiuta i neonati nelle fasi di apprendimento.Vediamo dunque come è stata sviluppata la ricerca: preso in esame un gruppo di 48 bambini di circa 15 mesi. A questi sono state proposte delle frasi in una lingua inesistente, ma grammaticalmente simile all'inglese. Una volta ascoltate le frasi, alcuni bimbi sono stati messi a letto per fare il pisolino, gli altri invece sono rimasti svegli.Dopo qualche ora, il team medico è passato ai test atti a verificare il grado di apprendimento di ambo i gruppi. I ricercatori hanno così constatato che entrambi i gruppi di bambini riuscivano a riconoscere il linguaggio ascoltato in precedenza, ma che solo il gruppo del riposino aveva compreso la struttura del nuovo linguaggio, potendola così applicare a nuove frasi.Naturalmente se il test si fermasse qui, i risultati non sarebbero certi. Ecco perché si è proceduto anche con la controprova. E così il test è stato ripetuto anche il giorno successivo. Anche in questo caso, i risultati sono rimasti invariati. Questa, ad ogni modo, sarebbe solo un'ulteriore prova del fatto che il pisolino è un ottimo aiuto per il cervello. Già precedenti ricerche ne avevano mostrato i benefici, in ogni età.Come nel caso della ricerca condotta dal dipartimento di psichiatria dell'Harvard Medical School, la quale dimostra come i 45 minuti di sonno non-Rem (ovvero la pennichella pomeridiana) siano in grado di potenziare l'archivio dei ricordi.Per questa ricerca vennero presi in esame 33 persone (11 uomini e 22 donne), tutte di 23 anni circa. Tutti dovevano presentarsi in laboratorio alle 11:30 del mattino, orario in cui venivano sottoposti a diverse sessioni di apprendimento. Alle 12:15 ed alle 13:00 venivano invece sottoposti a dei test di memoria.Una volta effettuati tutti i test, a 16 volontari veniva fatto fare il pisolino, mentre gli altri 17 restavano in laboratorio, svegli. Una volta terminato il riposino, tutti dovevano restare in laboratorio fino alle 16:00 per fare i test di verifica.La conclusione dei ricercatori è che il riposo rinforzava la memoria, ma solo nel caso i volontari si fossero concentrati al massimo durante le sessioni di apprendimento.Mattew Tucker, del Centro del sonno dell'ateneo, sostiene che i risultati ottenuti indicano che esiste un livello ideale di apprendimento attraverso il sonno, il quale è di grande aiuto nell'elaborazione dei ricordi. Ma sempre i risultati indicano che il sonno è utile solo per determinate informazioni acquisite, in quanto vengono elaborate in modo ottimale solo le nozioni imparate bene.E sempre a conferma di quanto la pennichella sia salutare, ecco lo studio condotto dal neuroscienziato William Fishbein, della City University of New York.Stando alla sua ricerca, sarebbero sufficienti dai 12 minuti all'ora e mezza con gli occhi chiusi durante il pomeriggio, per vedersi rafforzare la memoria. Al contrario, lo studio ha dimostrato che il non dormire affatto, o il dormire male durante la notte, è motivo di danneggiamento per le capacità mnemoniche.Per la ricerca del Dr. Fishbein, sono stati presi in esame oltre 20 studenti universitari. A questi sono stati sottoposti dei test di apprendimento per la lingua cinese. Naturalmente nessuno dei partecipanti conosceva il cinese. A questo punto, a un gruppo veniva fatto fare un pisolino di 90 minuti, mentre al secondo no.Dopo il pisolino, tutti gli studenti venivano sottoposti a test e quiz su parole cinesi mai viste prima d'allora. La differenza di apprendimento tra i due gruppi, era lampante.Coloro che avevano dormito, riuscivano infatti ad intuire la composizione sillabica e persino l'origine semantica delle nuove parole. Riuscivano inoltre a collegare le nuove parole a quelle apprese prima.Fishbein sostiene che ch
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