Cerca e trova immobili
Magazine
Per una vera riforma delle banche
Redazione
13 anni fa
Il Congresso americano discuterà del ritorno alla separazione tra banche commerciali e di investimento

Sono trascorsi oramai quasi cinque anni dal fallimento della banca americana Lehman Brothers, ossia dall’apice della crisi finanziaria del 2008, ma ancora non sono state stabilite regole chiare e severe che possano evitare (o almeno ridurre) il pericolo di una nuova crisi bancaria. Negli Stati Uniti è stata varata una riforma, che prende il nome dei due parlamentari che l’hanno scritta, ossia Frack e Dodd, che non ha reso più sicuro il sistema finanziario né ha corretto il suo modo di funzionare che produce effetti perversi per l’economia reale. A livello internazionale si discute dell’introduzione delle cosiddette regole del Basilea 3, che di nuovo non prendono il toro per le corna. A livello europeo si sta discutendo di creare un’Unione bancaria che dovrebbe rompere il legame tra stato di salute delle finanze di un determinato Paese e quello del suo sistema bancario. Queste discussioni sono ancora in alto mare ed è difficile approdino presto a qualche risultato conclusivo. A livello svizzero la Banca Nazionale ha imposto delle regole più severe per le banche più grande per impedire che l’economia del nostro Paese sia messo in pericolo da un dissesto bancario, come si è rischiato nel corso della crisi finanziaria. Di fronte a questa scarsità di risultati negli Stati Uniti si stanno prendendo in considerazione due proposte che effettivamente centrano il cuore dei problemi. Esse meritano di essere presentate e sottolineate, anche se le possibilità di una loro approvazione sono scarse, poiché il settore finanziario le combatterà con tutte le sue forze. La prima proposta presentata formalmente al Congresso dal senatore repubblicano John McCain e dalla senatrice democratica Elizabeth Warren chiede la reintroduzione del cosiddetto Glass-Steagall Act che fu varato durante la Grande Depressione e fu abrogato nel 1999 su proposta dell’allora amministrazione Clinton. Il Glass-Steagall Act, frutto degli insegnamenti del crollo bancario degli anni Trenta, prevedeva la suddivisione tra banche commerciali e banche di investimento. Le prime si occupavano di raccogliere risparmio e di erogare crediti e godevano di un’implicita garanzia statale; le seconde non potevano raccogliere il risparmio delle famiglie e quindi dovevano finanziarsi sul mercato dei capitali e non disponevano di una paracadute pubblico e potevano cimentarsi in operazioni finanziarie a maggiore rischio. Con l’abrogazione di questa legge si sono create delle banche universali, che fanno tutto (dalle ipoteche ai crediti, dalla raccolta del risparmio alla compagnia di assicurazione, dal prestito al consumo fino ad operazioni finanziarie rischiose, ecc.), che sono diventate sempre più grandi, sempre più opache e sempre più grandi per poter essere lasciate fallire. Questo cambiamento legislativo ha coinciso con una maggiore instabilità del sistema bancario e non ha prodotto una vera creazione di valore, poiché (dal punto di vista degli azionisti) i risultati prodotti dalle banche in questi 14 anni sono stati complessivamente inferiori a quelli degli anni precedenti. Il ritorno alla Glass-Steagall Act, ad esempio, non permetterebbe più alle banche commerciali di speculare con il capitale proprio e di fungere da broker per molti strumenti finanziari che non vengono negoziati sulle borse ufficiali. Sarebbe indubbiamente un progresso importante, poiché le banche ritornerebbe a svolgere il loro compito istituzionale di finanziare l’economia reale e non il grande casino’ della finanza. Alcuni controbattono che le crisi bancarie sono spesso determinate anche da un eccesso di crediti all’economia reale come ad esempio i crediti immobiliari che diventano sofferenze a causa dello scoppio di una bolla immobiliare. In tal caso, però il ruolo delle autorità di sorveglianza può essere più incisivo, poiché si trovano a fare i conti con un aumento dei crediti e non con strumenti finanziari fortemente opachi. Quindi, il ripristino dello Glass-Steagall Act sarebbe

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata