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Per dimagrire basta mangiare ogni 3 ore
Redazione
12 anni fa
Perché digiunare? Si può dimagrire mangiando più piccoli pasti. Parola di Jorge Cruise, personal trainer delle dive

Per dimagrire non serve rinunciare ai pasti. Al contrario, bisonga farne di più. Ripartendo comunque le calorie da assumere giornalmente. Questa è la teoria, e pare funzioni, del personal trainer delle dive, Jorge Cruise.

Il regime alimentare non è per nulla strampalato, e ha basi scientifiche. Anziché consumare le calorie giornaliere (che variano a seconda di sesso, età, altezza, e attività praticata) in tre grandi pasti giornalieri, si suddividono le stesse (quindi non c'è un aumento in termini calorici) in pasti più piccoli per più volte al giorno. Elemento fondamentale è la regolarità dei pasti, che dovrebbe prevedere di mangiare ogni tre ore. Per un totale di 6 piccoli pasti.

Sei piccoli pasti suddivisi comunque in tre pasti più grandi (quindi i principali: colazione, pranzo e cena); due spuntini (a metà mattina e metà pomeriggio) e lo spuntino notturno, il più piccolo. Perché procedere in questo modo? Prima di tutto l'organismo ha un continuo apporto energetico. Anziché accumulare tutte le calorie in una volta, e doverle poi conservare, con questo sistema il corpo brucia tutto in tempi più brevi senza creare riserve. Riserve che, molto spesso, si traducono in grasso.

Ma non solo per il grasso. Bruciare in continuazione e subito le calorie ingerite, consente all'organismo di mantenere intatta anche una maggiore percentuale di massa magra, quindi di muscoli. Altro vantaggio, viene sfruttato meglio l'effetto termico indotto dalle calorie. In pratica, ne beneficia anche la digestione stessa.

L'abituare l'organismo a più pasti al giorno, invece che i soliti tre (se non addirittura due), dà anche al nostro stesso corpo un apporto continuo di glucosio. E' quindi più difficile rimanere a corto di energie senza che ve ne sia un motivo apparente. In termini di apporto di zuccheri nel sangue, l'adeguata stabilizzazione dei suoi livelli porta anche a un calo dell'appetito. mangiando meno (seguendo comunque il paradigma della dieta di tanti piccoli pasti) avremo più possibilità di stabilire e mantenere il nostro peso-forma.

Preannunciando che questa dieta non toglie niente, possiamo quindi mangiare ciò che ci pare purché attenti al calcolo delle calorie, una giornata tipo si potrebbe così suddividere. Quello che stiamo per proporvi è un esempio basato su una persona il cui apporto calorico giornaliero è calcolato a 1540Kcal. Non è quindi da seguire scrupolosamente. Prima è opportuno che siate voi a calcolare il vostro ottimale apporto calorico giornaliero. Per fare ciò potete rivolgervi al vostro medico, trovare apposite tabelle o formulari elettronici online o basarvi sul calcolo: BMR = 10m + 6.25h -5a +s (dove "m" è l'altezza; "h" l'altezza espressa in centimetri; "a" è l'età e "s" è il sesso).

La giornata tipo per un consumo di 1450Kcal è comunque la seguente:

  • alle 07:00 un toast al prosciutto cotto e una fetta di fontina (alcuni storceranno il naso alla colazione salata, ma si tratta di un modello anglosassone);
  • alle 10:00 uno yogurt magro bianco da 120 grammi;
  • alle 13:00 60g di insalata di pasta, con 40g di mozzarella, 5 olive nere snocciolate, pomodorini tipo cherry, fagiolini verdi (i 'cornetti'), alcune foglie di basilico fresco e della cicoria. Condite con un cucchiaio di olio d'oliva extravergine;
  • alle 16:00 una mela;
  • alle 19:00 200g di pesce spada alla griglia e 200g di patate arrosto o al forno;
  • alle 22:00 un biscotto al cioccolato

Come detto si tratta di un esempio. Adattabile a seconda dei vostri gusti e del vostro personale consumo energetico giornaliero.

Questo modello nutrizionale dovrebbe consentirvi di perdere circa 1kg in una settimana. L'importante, come si risulta evidente, è che si può davvero mangiare di tutto, purché si controlli attentamente il peso calorico degli alimenti. E si tenda a seguire una dieta variata, che comprenda quindi tutto: frutta, verdura e cereali compresi.

Il consiglio, in ogni caso, resta sempre e comunque lo stesso: rivolgersi a un dietologo o nutrizionista. Evitando di basarsi sul sentito dire o sul fai-da-te.

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