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Parigi e l’ipocrisia dell’Occidente
Parigi e l’ipocrisia dell’Occidente
Parigi e l’ipocrisia dell’Occidente
Redazione
11 anni fa
Non si ha alcuna intenzione di recidere i legami con Turchia e monarchie del Golfo che sostengono il terrorismo

Il terribile attacco terroristico di Parigi è destinato a cambiare la politica dell’Occidente nei confronti degli estremisti islamici ed in particolare contro lo Stato islamico? Quanto c’è di sincero nelle dichiarazioni dei leader politici dell’Occidente? Prevarrà ancora una volta l’ipocrisia?

E’ oramai noto a tutti che la guerra allo Stato islamico, mandante degli attacchi in terra di Francia, l’hanno fatta finora solo i peshmerga curdi. E’ pure assodato che il Califfato è sostenuto finanziariamente e militarmente dall’Arabia Saudita e dalle monarchie del Golfo. E’ pure noto che la Turchia di Erdogan ha sempre aiutato i tagliagole islamici e che gli Stati Uniti hanno finanziato i gruppi islamici che lottavano contro il siriano Assad e che Washington ha fatto finta di attaccare il Califfato. Sappiamo pure che i Paesi occidentali (e soprattutto la Francia) dipendono dai petrodollari e non vogliono assolutamente inimicarsi quei Paesi che finanziano la versione integralista dell’Islam, ossia i gruppi salafiti. Pure i russi sono impegnati soprattutto a difendere il presidente siriano Assad che ospita le loro basi militari e garantisce l’influenza di Mosca nella regione. L’Iran, dal canto suo, mira ad indebolire il fronte sunnita e soprattutto l’Arabia Saudita per diventare il Paese forte della regione. Considerati questi interessi contrapposti, è difficile immaginare una vera e decisiva azione militare contro lo Stato islamico. Inoltre anche ipotizzando che il Califfato venga sconfitto è ancora più difficile immaginare un assetto politico stabile che non sia il terreno fertile per nuove organizzazioni terroristiche. Quindi, è probabile che i proclami altisonanti di questi giorni non siano seguiti da grandi azioni concrete. Quindi molto probabilmente stiamo assistendo a una ulteriore manifestazione di ipocrisia della maggior parte dei leader occidentali. Tuttavia l’attacco islamista ha prodotto qualche risultato.

Innanzitutto è stata sdoganata la Russia di Putin, messa all’indice dopo l’annessione della Crimea e la crisi ucraina. Vladimir Putin non è più quel leader dipinto come un appestato dalla propaganda occidentale. La riabilitazione del Presidente russo è però ancora incompleta. Bisognerà vedere cosa succederà alle sanzioni imposte contro la Russia. E’ auspicabile che l’Europa non si sottometta ancora alle imposizioni statunitensi e che soprattutto la Francia, che si ritrova a combattere a fianco dei russi, chieda la loro revoca.

La seconda considerazione è che esce con le ossa rotte la politica di Washington in Vicino Oriente. I repubblicani e anche alcuni democratici criticano aspramente la pavidità della politica americana e soprattutto la mancanza di qualsiasi strategia. Il divampare di questo dibattito negli Stati Uniti è destinato a rendere più difficile il proseguimento della politica aggressiva seguita da Obama sia contro Mosca sia contro Pechino.

La terza considerazione è che le necessità di ordine pubblico verranno invocate per non rispettare i vincoli di bilancio dell’Unione Europea. E’ quanto ha già annunciato la Francia. Parigi ha dichiarato che non ridurrà il proprio deficit, poiché sarà costretta a spendere per assicurare la sicurezza interna ed esterna del Paese. Quindi, l’attacco islamista e i costi della crisi dei migranti faranno saltare il Patto di stabilità e éle politiche di austerità volute dalla Germania.

Questo è ancora più probabile a causa dell’indebolimento politico di Angela Merkel. La cancelliera è oramai apertamente criticata da alcuni leader del suo partito e sta per essere costretta a far vistosi passi indietro sulla sua politica di apertura delle frontiere. C’è di più. L’intera Unione Europea è in crisi a causa dell’afflusso dei migranti. Infatti il nuovo Governo polacco ha dichiarato che non accoglierà i 4'500 profughi del programma di ripartizione dei profughi, la Slovenia sta alzando un muro di protezione lungo il confine con la Croazia e le tensioni tra Austria e Germania stanno trasformandosi in reciproche e pesanti accuse. Insomma, l’Unione Europea sembra essere stata letteralmente travolta dall’arrivo di decine di migliaia di profughi dal Vicino Oriente, non ha una politica estera comune, non ha più una chiara leadership ed appare quindi letteralmente allo sbando.

In conclusione, qualcosa è mutato dopo le stragi di Parigi, ma non bisogna illudersi che questo Occidente sia in grado di andare oltre a proclami ipocriti nella lotta contro l’estremismo islamico, anche perché non ha alcuna intenzione di recidere quei legami economici con la Turchia e kle monarchie del Golfo che sono i veri sostenitori del terrorismo.

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