
Il famoso detto “l’importante non è vincere, ma partecipare” è spesso usato da molte persone per giustificare non solo la sconfitta, ma anche il non averci provato del tutto. Un atteggiamento perdente, ma non è mai stato quello il messaggio che Pierre de Coubert voleva trasmettere. In realtà il pedagogista francese intendeva che, se dai il massimo e affronti la sfida con spirito vincente, l’eventuale mancata vittoria finale non rappresenterà mai una sconfitta.
Ed è proprio quello che ha fatto Jhon Quilao, il rappresentante italiano al Jeune Chaine des Rotisseurs, tenutosi a Calgary sabato 21 settembre. Concorrente più giovane della competizione mondiale di alta gastronomia tra i 22 partecipanti, Quilao ha cercato di riproporre con gli elementi presenti nella “Black Box” la cucina e la filosofia del ristorante stellato Da Candida di Bernard Fournier dove lavora: una cucina quindi semplice ma raffinata, dove l’attenzione all’uso delle materie prime prevale su tecnicismi a volte un po’ troppo fini a sé stessi.
Il giovane comasco ha quindi proposto un luccioperca con verdure in carpione, quaglia con polenta e tuile di cioccolato con cremoso alla pesca, puntando sulla qualità dell’esecuzione e sul gusto dei piatti. Purtroppo alcuni piccoli errori di inesperienza e soprattutto un’incomprensione nel regolamento durante la preparazione della portata principale hanno penalizzato Jhon, che non è riuscito a vincere i premi riservati alle prime tre posizioni. Ha però ricevuto i complimenti dei giudici, rimasti convinti in fase di assaggio dagli abbinamenti proposti e dalla valorizzazione degli ingredienti. E, essendo una manifestazione gastronomica, rimane comunque una bella soddisfazione.
I colori italiani sono stati quindi tenuti alti, molto alti, dal 20enne comasco di origini filippine, che durante la settimana trascorsa in Canada si è fatto benvolere da tutti i partecipanti e gli organizzatori per la sua attitudine positiva e i suoi modi educati.
A dire il vero anche un altro italiano ha partecipato alla competizione, sebbene rappresentando il baliaggio svizzero: si tratta del bresciano Daniele Provezza, 26enne con importanti esperienze alle Maldive e al Principe Leopoldo di Lugano. Sembrava uno dei favoriti alla vittoria finale, soprattutto dopo l’incontro con i giudici che ne hanno decantato le sue qualità, ma un po’ a sorpresa non è salito sul podio. Podio che ha visto trionfare il “padrone di casa” canadese Darnell Banman, seguito dall’inglese Jordon Powell e dall’austriaca Theresa Rogl.
John torna quindi in Europa non con una medaglia ma con un bagaglio di esperienza davvero notevole e con il rispetto di alcuni tra i più quotati chef canadesi. Così come torna in Europa la Jeune Chaine des Rotisseurs: più precisamente a Parigi, con i francesi che ce la metteranno tutta per conquistare il titolo tra le mura, o meglio le cucine, amiche.
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