
Feste meno sontuose, doni meno costosi, spese meno stravaganti: la crisi economica ha colpito inevitabilmente anche gli Oscar.Mentre sempre più americani sono costretti a stringere la cinghia e sono in pericolo di restare senza lavoro, diventa sempre più imbarazzante per i divi di Hollywood sfilare sulla pedana rossa degli Oscar con scarpe da migliaia di dollari o con collane di diamanti da 200 carati.La nuova austerità ha portato a cancellare alcune delle feste tradizionali collegate agli Oscar mentre quelle che sono rimaste, come il leggendario party di "Vanity Fair" e quello di Elton John, hanno dovuto adattarsi: liste degli invitati meno affollate e meno caviale e champagne. Anche perché molti degli sponsor hanno stretto i cordoni della borsa.Ma c'è chi invita a non esagerare. "Si tratta di una recessione, non di un'Apocalisse", dice uno stilista. La tesi è che è proprio nei momenti di crisi che la gente ha più bisogno di "evadere" in un mondo più lontano possibile dai propri problemi personali ed un evento come gli Oscar offre un'occasione perfetta per questa fuga terapeutica."Molto del glamour associato agli Oscar è ancora presente ma è temperato dal clima economico difficile che l'America sta vivendo", afferma la presentatrice Leeza Gibbons, che organizza ogni anno insieme a Olivia Newton-John una serata con incasso destinato ad un'opera di carità (una strada seguita quest'anno dagli organizzatori di diverse feste).Per i partecipanti agli Oscar si tratta di mantenere un difficile equilibrio tra celebrazione del fascino di Hollywood (con l'aiuto di stilisti e gioiellieri) e la consapevolezza del momento difficile vissuto da decine di milioni di americani.Si calcola che la cerimonia degli Oscar, in programma stanotte al Teatro Kodak, inneschi un giro d'affari di oltre 130 milioni di dollari a beneficio dell'area di Los Angeles: dagli incassi extra di hotel e ristoranti ai servizi di limousine, dalle compagnie di catering ai fioristi, dai parcheggiatori alle guardie private di sicurezza.La passeggiata delle celebrità sulla pedana degli Oscar assicura agli stilisti ed ai gioiellieri un'esposizione pubblicitaria senza confronti. La Casa di Valentino ha calcolato che nel 2001 il beneficio di pubblicità ricevuto dalla pedana rossa può essere calcolato nell'ordine dei 25 milioni di dollari.Ma l'ombra della crisi è emersa anche nella decisione della Abc di ridurre da 1,7 a 1,4 milioni di dollari il costo di 30 secondi di spot pubblicitario durante la diretta Tv della cerimonia delle famose statuette. Nonostante lo sconto compagnie come L'Oréal e la General Motors hanno rinunciato ai tradizionali spot pubblicitari trasmessi durante la serata degli Oscar. Altre compagnie saranno ancora presenti ma hanno ridotto il numero degli spot (come la Coca Cola e la catena di grandi magazzini JC Penney).La crisi ha ridotto anche l'ampiezza delle campagne pubblicitarie miranti a favorire la conquista delle celebri statuette a scapito così degli incassi di numerosi media americani. La Academy spende da sola oltre 30 milioni di dollari per le varie attività collegate alle cerimonia degli Oscar. Tale somma comprende anche voci come il costo di produrre la cinquantina di statuette che saranno consegnate ai vincitori delle varie categorie.I responsabili della cerimonia hanno promesso una profonda rivoluzione della struttura della serata nella speranza di riconquistare gli spettatori americani perduti negli ultimi anni: la volta scorsa l'audience è stata di soli 32 milioni di persone con una caduta del 20% rispetto all'anno precedente. Una fetta di pubblico da riconquistare subito prima che sia troppo tardi.ATS
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