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ONU vuole salvare dugonghi
Redazione
16 anni fa
L'Onu lancia una strategia per salvare i dugonghi, mammiferi che hanno dato origine alla legenda delle sirene

La loro coda avvistata in lontananza ha forse ispirato nei tempi antichi la leggenda delle sirene: ora i "dugonghi", mammiferi marini simili al lamantino, rischiano di estinguersi definitivamente, nel giro di pochi decenni. Di qui la mobilitazione dell'Onu e della Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie degli animali selvatici (CMS), che insieme a governi, ong ed esperti, ha elaborato una nuova strategia per salvare gli unici mammiferi marini erbivori che vivono sul nostro Pianeta."Semplici strumenti innovativi - ha affermato Elizabeth Mrema, segretario del CSM - e nuovi incentivi per i pescatori locali sono le misure presentate ai firmatari della Convenzione sui dugonghi, che potrebbe prevenire l'estinzione di questa specie rara".In particolare, si parla di rimpiazzare le pericolose reti da posta con reti alternative, per ridurre la cattura accidentale e minimizzare il tasso di mortalità di questi animali. Secondo una valutazione del 2008, il dugongo è scomparso dai mari delle Maldive, da quelli della Repubblica di Mauritius e anche persino da Taiwan. Questo erbivoro marino risulta in declino nelle altre acque, almeno in un terzo delle aree dove viene rilevato. Attualmente comunque le informazioni sulla specie sono estremamente ridotte, quindi è anche difficile valutare in maniera esaustiva le minacce.Di fatto, è l'uomo il killer numero uno. Bracconaggio illegale, caccia non sostenibile da parte delle comunità locali, ferite provocate dalle navi e la perdita delle piante marine che rappresentano il cibo stanno accelerando una perdita critica di habitat e minacciando le popolazioni degli ultimi dugonghi. La cattura accidentale da parte dei pescatori è uno dei principali pericoli, oltre che il consumo diretto in alcuni paesi come cibo "tradizionale". Il problema è che queste minacce vengono aggravate dal basso tasso di riproduzione di questi leggendari mammiferi marini.Ora nuovi dati provenienti da 20 paesi tra isole del Pacifico, Asia meridionale ed Emirati Arabi Uniti verranno elaborati per valutare le aree critiche e fornire informazioni sulle popolazioni attuali. L'anno prossimo la valutazione includerà Africa orientale e isole dell'Oceano Indiano occidentale, Oceano Indiano nordoccidentale e regioni dell'Asia meridionale.Impegnati in quanto firmatari della Convenzione sui dugonghi risultano Australia, isole Comore, Eritrea, Francia, India, Kenya, Madagascar, Birmania, Papua Nuova Guinea, Filippine, isole Solomon, Tanzania ed Emirati Arabi Uniti, ai quali si sono aggiunti da poco Bahrein, Palau, Seychelles, Vanuatu e Yemen. L'accordo fornisce una piattaforma di cooperazione tra i governi e le regioni per sviluppare misure di conservazione per questo raro mammifero marino.Tiscali notizie

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