
Ombre non è una performance in senso stretto, quanto del teatro in senso lato. Ombre è la contrapposizione di due personaggi, contrapposizione che però non risulta dialettica, ma oppositiva. Si tiene mercoledì 5 settembre alle 21.15 e alle 22.00 alla casa dei Landfogti a Rivera.I due personaggi sono infatti da considerarsi come parte di un unicum, come due aspetti della vita di un'unica persona, come forze contraddistinte che operano sovrapponendosi e scontrandosi. Un'ombra è da considerarsi Il Personaggio. L'altra come un Non-Personaggio. Una figura reale, fisica, intrappolata nei confini di un'esistenza grigia e impersonale, si scontra con il suo inconscio, con l'irrazionale che cerca di liberarsi al suo interno: un'ombra che affiora dalla coscienza, un elemento di disturbo, di attrito, che vuole uscire dalla condizione di impersonalità in cui è costretto". Ombre sono ombre del passato, ombre inconsce di ricordo, ombre di futuro già presente, che si srotola sul tramonto della possibilità. Ombre è una condizione di esistenza. E all'esistenza si affianca. Ombre è una dimensione del Vivere, dell'incertezza, dell'esaltazione. Ombre consiglia una forma ma non la impone. Si apre davanti al pubblico un paesaggio non definito, misterioso, dove affiorano elementi incerti. Ombre non si definisce come strumento di analisi obiettiva e assoluta di fenomeni di vita, ma si accosta alla vita e all'arte come opinione.
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