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Ogni anno si spreca il 40% del cibo
Redazione
17 anni fa
Ed a Natale si rischia di sprecarne molto di più

Occidente equivale a grandi consumi, tra cui è compreso l'eccesso di cibo. Oltre a mangiare più di quanto in realtà necessitiamo, buttiamo anche via tantissimi generi alimentari. Ed è una ricerca del PloS ONE che ci svela che a finire nei rifiuti è ben il 40% del cibo che acquistiamo. E, rispetto a 30 anni fa, le cose non sembrano voler migliorare, anzi. Ed uno dei periodi in cui viene buttata la maggior parte del cibo, è proprio il Natale.A sostenere che ci vuole maggior moderazione per quanto riguarda i cenoni natalizi è Kevin Hall, del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases statunitense. E' infatti Hall ad aver dato il via ad un'originale analisi che non comprendesse metodi passati come interviste ai consumatori o ispezioni della spazzatura.Ma vediamo che genere di analisi ha intrapreso Hall: è stato realizzato un modello di metabolismo umano. Per farlo si è stimato il peso di un americano medio tra il 1974 ed il 2003. A questo punto si è calcolato quanto cibo potevano aver mangiato, naturalmente considerando anche l'attività fisica media. Si è dunque passati alla consultazione dei dati trasmessi dal Governo USA alla FAO sulle quantità di cibo a disposizione della popolazione relativi lo stesso periodo preso in analisi.Infine si è fatto un calcolo relativo le calorie. Hall sostiene che la differenza tra le calorie disponibili e le calorie consumate determina il cibo sprecato.A collaborare con Hall troviamo il matematico Carson Chow, il quale ci dice che nel 2003 ogni americano aveva a disposizione 3750 calorie. Nello stesso anno ne sono state consumate 2300. Questo significa che nel 2003 sono andate sprecate 1450 calorie, ovvero il 40% del cibo.Ed i due studiosi sottolineano che la maggior parte della colpa ricade proprio sui consumatori. Prendendo da esempio una recente ricerca svolta presso la Cornell University, i ricercatori sottolineano che un 20% delle perdite è dovuta alla produzione, un altro 20% alla distribuzione ed il 60% dai cittadini.Insomma, i cittadini comprano troppo cibo, lasciando che lo stesso scada all'interno del proprio frigorifero. Oppure ne cuciniamo troppo senza poi riutilizzare gli avanzi (questo soprattutto le nuove generazioni). Ma soprattutto, siamo sempre più spreconi. Proprio così, infatti nel 1974 veniva sprecato il 30% delle calorie, rispetto al 40% odierno. Sebbene sembri poco, quel 10% di spreco in più non lo è affatto (soprattutto se pensiamo a quanta gente muore di fame ogni singolo giorno).Ma vediamo quali sono le possibili cause di questo iper-consumismo: innanzitutto bisogna dire che negli USA il costo del cibo è calato negli ultimi tre decenni; in secondo luogo bisogna anche parlare dei cambiamenti inerenti gli stili di vita, oggi infatti tendiamo a riempire i carrelli facendo la spesa una sola volta a settimana, portando inevitabilmente a sprecare generi alimentare che se in un primo momento si pensava di consumare, poi si finisce col non consumarli.Ma il problema non è certo limitato ai confini americani. Solo nella vicina Penisola ogni anno vengono gettati sei milioni di tonnellate di cibi ancora buoni, con una media di circa 27 chili di cibo sprecato per persona.Anche nel Vecchio Continente insomma si spreca inesorabilmente troppo cibo. In parte perché, come visto sopra, ne compriamo troppo; ed in parte perché ci lasciamo convincere dalle classiche offerte tre per due. Certo, le offerte convengono, ma per far si che si ottenga un effettivo risparmio, bisogna anche consumare ciò che si acquista.Ma non solo. Molto cibo viene anche sprecato perché compriamo prodotti che alla fine non ci piacciono.Insomma, sarebbe forse meglio cominciare a fare la spesa con un minimo di sale nella zucca, soprattutto in questi periodi di festa in cui si finisce inesorabilmente nel circolo degli eccessi.

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