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Nuovo farmaco contro cancro a prostata
Redazione
16 anni fa
Al San Raffaele di Milano sono riusciti a sviluppare un farmaco in grado di prevenire il cancro alla prostata

La ricerca italiana ancora una volta merita l’elogio della comunità scientifica internazionale. Al San Raffaele di Milano un’equipe di ricercatori è riuscita a sviluppare un farmaco in grado di prevenire il cancro alla prostata, la forma tumorale più diffusa tra gli italiani.Il medicinale, stando a quanto riferito dai medici dell’Irccs, ostacola la trasformazione dell'ormone ''maschile'' per eccellenza e blocca la crescita delle cellule prostatiche: prevenendo così il tumore alla prostata.I risultati dello studio, ribattezzato Reduce (Reduction by dutasteride of prostate cancer events), sono stati pubblicati sulla rivista scientifica "New England Journal of Medicine" e dimostrano che la molecola dutasteride, già utilizzata da anni contro l'ingrossamento benigno della prostata, può prevenire lo sviluppo del tumore nei pazienti a rischio.Un trial su 6.300 pazienti: la ricerca ha preso in esame circa 6.300 uomini di età compresa fra i 50 e i 75 anni, precedentemente sottoposti per sospetto tumore a biopsia prostatica risultata però negativa. I pazienti sono stati suddivisi a caso in due gruppi: uno è stato trattato per 4 anni con dutasteride (una compressa da 0,5 milligrammi al giorno), l'altro ha ricevuto placebo. Tutti sono stati sottoposti a biopsia prostatica dopo due anni di trattamento e al termine dello studio.Effetti positivi solo sui tumori meno aggressivi: nei pazienti trattati con dutasteride si è osservata una riduzione pari al 22,8% del rischio di ammalarsi di cancro alla prostata, rispetto al gruppo di controllo. L'effetto del farmaco si è osservato particolarmente per i tumori meno aggressivi, spiega una nota del San Raffaele. Nei pazienti che hanno sviluppato un tumore della prostata, infatti, non si è osservata alcuna differenza tra dutasteride e placebo nel numero di tumori prostatici più aggressivi.Una opzione terapeutica che deve essere discussa con il paziente: secondo gli autori, "è plausibile pensare che il farmaco dutasteride abbia avuto la capacità di bloccare lo sviluppo di piccoli tumori prostatici già presenti nei pazienti all'inizio dello studio, ma non identificati dalla prima biopsia". ''Questo studio offre una nuova possibilità a pazienti che hanno eseguito una o più biopsie prostatiche risultate però negative per tumore - afferma Francesco Montorsi, ordinario di Urologia dell'Istituto scientifico universitario -. Questi pazienti hanno tipicamente valori di PSA elevati oppure una visita prostatica sospetta. In questi casi il trattamento con dutasteride rappresenta una opzione terapeutica che deve essere discussa con il paziente''.Tiscali notizie

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