
Sesta edizione nel Sud Corea per l'ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), un plenum proposto dagli USA per la regolamentazione dei rapporti commerciali con l'UE e svariati altri Paesi. Ma il tema centrale di questa edizione è la regolamentazione del web e dei suoi contenuti.Gli incontri sono rigorosamente segreti, questo non per celare chissà cosa, bensì per un fatto legato alla sicurezza nazionale, almeno questa la motivazione data. Motivazione che comunque non piace, ed è motivo di critica nei confronti della presidenza Obama.E nonostante la segretezza, Michael Geist, docente di legge all'Università di Ottawa, è riuscito ad inserire in rete alcuni dettagli del testo trattato. Notizie, tuttavia, ben lungi dal confortare utenti e colossi del web.Ma vediamo quali sono questi dettagli trapelati. Al primo posto vi sarebbe la previsione di misure repressive contro la pirateria online. Entro questa misura rientrano anche colossi della portata di YouTube e Flickr, i quali non potranno più attendere le segnalazioni al fine di rimuovere i file illegali, ma dovranno vigilare in prima persona; in caso di sviste o mancanze, questi colossi verranno ritenuti responsabili sulle violazioni del copyright.Non solo, dovranno attivarsi anche i fornitori di connettività (ISP), i quali saranno obbligati a collaborare con le autorità punendo gli stessi utenti in caso pubblichino contenuti protetti da copyright. E tra le punizioni attuabili dagli ISP, è contemplata la disconnessione forzata dell'utente che ha pubblicato dei file illegali.Naturalmente, dopo tali rivelazioni, le proteste non mancano. E' il caso dell'associazione per le libertà online Electronic Frontier Foundation (EFF), la quale sostiene che gli USA vorrebbero varare un nuovo ordine legale internazionale molto simile a quello preso dalla Francia, che stabilisce la disconnessione dal web dopo che l'utente ha commesso tre errori. Il problema di tutto ciò, continua l'EFF, è che una legge simile non è mai stata approvata negli Stati Uniti.Ma le proteste non si limitano all'EFF; c'è anche il caso di Read/Write Web, il quale sostiene che questo nuovo testo è stato redatto anche da persone che prenderebbero cospicui finanziamenti dalle grandi corporazioni come la Sony, la Time Warner, la News Corp e la Disney. Al riguardo sostiene anche che il nuovo testo metterà in discussione anche la libertà di espressione online, come anche quel mondo virtuale interamente composto dai contributi degli utenti.E l'EFF aggiunge che tutto questo dovrebbe per lo meno indignare i cittadini europei.Ma nulla di tutto questo è ancora certo. Le trattative dovrebbero terminare proprio oggi (6 novembre), ma non è affatto detto si giunga ad un accordo. Basti pensare che già i precedenti incontri hanno lasciato il tempo che hanno trovato. Infatti l'ACTA avrebbe dovuto redigere un testo definitivo già nel 2008; termine, questo, che è poi slittato al 2010.
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