
Francesco Schettino, il capitano della Costa Concordia, scriverà un libro sulla tragedia dell’isola del Giglio, nella quale sono morte 32 persone. Lo anticipa Il Mattino di Napoli. Un editore americano, vi si legge, avrebbe pagato i diritti per le sue memorie. Titolo del libro: "Non sono capitan Codardo". Schettino racconterà la sua versione dei fatti. E cercherà di scagionarsi dalle accuse, spiegando di essere diventato ingiustamente l’unico capro espiatorio della tragedia. Gli inquirenti, oltre alle accuse di omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono di incapaci e abbandono della nave, lo hanno iscritto nel registro degli indagati anche per omessa comunicazione alle autorità marittime. In altre parole, secondo la procura di Grosseto, Schettino non avrebbe informato in tempo la Capitaneria di porto di Livorno dell’effettiva gravità dell’incidente, ritardando così l’avvio delle procedure di soccorso e di emergenza. Dal momento dell’impatto all’effettivo allarme sarebbe quindi trascorso del tempo probabilmente decisivo per salvare altre vite. Senza dimenticare che nel corso delle indagini, ad aggravare la sua posizione, si è aggiunta la testimonianza di Domnica Cermortan, la ragazza moldava che ha detto di aver baciato Schettino poco prima dell'impatto.
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