
Dal tendone di Zelig Circus, che gli ha valso la sua grande fama, al Teatro di Locarno. Stiamo parlando della celebre comica e attrice italiana Anna Maria Barbera, conosciuta dai più come ‘Sconsolata’ o ‘Sconsy’. In occasione del suo nuovo spettacolo ‘Ma voi… come stai?!’, che si terrà il prossimo 4 maggio, Ticinonews ha avuto l’occasione di intervistarla.
Sconsolata, un personaggio comico che in questo nuovo spettacolo vuole però fare riflettere sulle problematiche sociali legate alla tecnologia e alla digitalizzazione. Una tematica molto seria. Si può parlare di una nuova Sconsy?Se con la TV si entra a casa delle persone (con più o meno rispetto) a Teatro trovo bellissimo darsi appuntamento nella casa del tempo, per raccontarci il nostro. Con gli smarrimenti e i sentimenti che lo accompagnano! Io appartengo alla gente, considero un dovere farmi interprete di quanto ci si interroga e magari resta inascoltato.
Oggigiorno siamo sempre più connessi, i social network e gli Smartphone, infatti, ci permettono di essere in contatto con molte persone, anche con quelle lontane. Contemporaneamente però ci sono sempre più persone che soffrono di solitudine. Siamo davanti a un paradosso?"Ma Voi.. Come Stai?!" si propone appunto questo: dirsi e ricordarsi di noi oltre la famosa vasta “cazzistica”, capire se ancora esiste quel “gusto pieno della Vita” che la pubblicità promette ma che non è evidente avere.
Nello spettacolo si parla anche di nostalgia, un’emozione che forse nel mondo frenetico attuale, è sempre più presente. Come l’affronta Sconsolata?Pur non essendo una nostalgica, poiché credo nell'evoluzione e la scoperta che ci rinnova nel nostro esperire, considero la nostalgia un sentimento importante per ricondurci alla nostra umanità.
Un altro tema caldo dello spettacolo è l’incontro. Una volta i giovani si ritrovavano in piazza, oggi invece passano le serate a chattare attraverso uno schermo. La tecnologia ci ha resi asociali?È esattamente così, pur con gli innegabili vantaggi la fibra sfibra. Il tessuto umano dei rapporti, necessita di altra comunicazione e nutrimento che l'immediatezza e l'espansione della rete non restituisce. La sindrome Hikikomori che si sta estendendo fra i giovanissimi a Tokyo docet. E da noi Instagram per l'utilizzo che mostra potrebbe chiamarsi InstaDram.
Qual è il messaggio più importante che vuole trasmettere al pubblico con questo nuovo spettacolo?Sconsy è stata una compagna soave, una maschera nella sua accezione artistica, armata d'ironia e disarmante nel suo candore. Ma la mancanza di proprietà di linguaggio non lo è di pensiero. Nella sua ignoranza sa che conta non ignorarsi nel nostro umano anelito di anime ‘raminchie’. Se citando il poeta de Moraes la vita è l'arte dell'incontro, sento il dovere di ribadirne la riflessione e necessità da quel palco, che di data in data raccoglie così tanti consensi di un pubblico che vuole interlocutori al suo soliloquio. Insieme ai miei raffinati musicisti il LeoRaveraJazzTrio, le note arricchiscono di emotività il dialogo in un corpo a corpo non virtuale.
Nella sua carriera ha avuto modo di conoscere tutta l’Italia e anche la Svizzera italiana. Che rapporto ha con il Canton Ticino? Si trova a suo agio con il pubblico di queste latitudini?Non posso dire di conoscere la realtà di chi abita questo Paese; so che per me è sempre un grande piacere avere l'opportunità di queste "trasferte", amando la bellezza del luogo e una sensazione di benessere che mi pervade. Sono felice di ritrovare la comunità italiana, e mi piacerebbe conoscerne meglio il reale quotidiano anche con un programma televisivo sullo stato di felicità. Credo che Sconsy, pur essendo di ‘madre in Italy’, non abbia frontiere se non quelle della terra e del cuore.
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