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Ambiente
Non è solo la siccità: ecco perché gli alberi europei muoiono sempre più spesso
© WSL - Christian Piedallu
© WSL - Christian Piedallu
Redazione
4 ore fa
Uno studio dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio rivela che anche primavere particolarmente calde e umide possono aumentare il rischio di mortalità. Ecco le indicazioni per salvaguardare i boschi del futuro.

In Europa gli alberi stanno morendo sempre più spesso prima del tempo. E la causa non è soltanto la siccità. A dimostrarlo è un nuovo studio coordinato dall'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) e dal Laboratoire des Sciences du Climat et de l'Environnement francese, secondo cui anche primavere insolitamente calde o umide possono rendere gli alberi più vulnerabili.

Quando una primavera «perfetta» diventa un problema

I ricercatori hanno analizzato i dati dell'inventario forestale francese raccolti tra il 2015 e il 2023, relativi a circa 500.000 alberi di 52 specie, utilizzando modelli informatici e tecniche di apprendimento automatico. Il risultato è chiaro: a determinare la mortalità degli alberi non sono solo gli eventi estremi, ma l'insieme delle anomalie climatiche che si susseguono nel corso delle stagioni. Tra le scoperte più sorprendenti c'è il fatto che condizioni apparentemente favorevoli alla crescita possano trasformarsi in un problema. «Primavere calde e umide stimolano una crescita più intensa, aumentando però anche il fabbisogno d'acqua degli alberi», spiega Pascal Schneider, primo autore dello studio. Se a questa fase segue un'estate secca, il terreno dispone già di meno riserve idriche e gli alberi entrano più rapidamente in stress.

Non solo caldo: anche funghi, parassiti e gelate

Le primavere umide possono inoltre favorire la diffusione di funghi e altri agenti patogeni, mentre gli inverni particolarmente miti permettono a molti parassiti di sopravvivere più facilmente. Anche il germogliamento anticipato causato dal caldo primaverile espone le giovani foglie al rischio delle gelate tardive. Secondo gli autori, non esiste quindi un'unica causa della moria degli alberi: è piuttosto la combinazione di più anomalie climatiche a compromettere la salute delle foreste. Un fenomeno osservato ormai da circa vent'anni in tutta Europa, dove in molte regioni lo stato dei boschi è oggi peggiore rispetto agli anni Ottanta.

Le strategie per salvare i boschi del futuro

Lo studio offre anche indicazioni pratiche per la gestione forestale. In futuro sarà sempre più importante privilegiare specie e popolazioni di alberi più resistenti alla siccità, provenienti anche da regioni meridionali. Gli esperti suggeriscono inoltre di intervenire con diradamenti mirati e di rimuovere in anticipo gli alberi più grandi, che consumano maggiori quantità d'acqua, così da garantire risorse sufficienti agli esemplari rimanenti. Poiché il territorio francese comprende quasi tutte le principali condizioni climatiche europee, dai climi mediterranei a quelli alpini, i ricercatori ritengono che i risultati dello studio possano essere applicati anche ad altri Paesi, Svizzera compresa, contribuendo ad adattare la gestione dei boschi ai cambiamenti climatici.