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Niente più scene d'azione in Italia?
Redazione
12 anni fa
Una nuova legge, istituita solo in Italia, renderebbe troppo complicato l'uso di armi sui set cinematografici

Una legge promulgata solo in Italia (niente paura per i fan di film d'azione hollywoodiani) renderebbe troppo complicato, se non impossibile, l'uso di armi da fuoco modificate a salve per girare scene di sparatorie. L'allarme lo lancia l'Anica (l'Associazione nazionale delle industrie cinematografiche).

Fino a ora, per rendere le scene il più veritiere possibili, sul set venivano usate armi vere modificate per essere rese inoffensive. La modifica per rendere l'arma a salve veniva fatta direttamente dalle fabbriche, che rilasciavano una certificazione in merito. Ma le nuove leggi, sostengono le stesse armerie, rende impossibile proprio la certificazione. Di conseguenza le ditte interessate hanno ritirato tutto il materiale e bloccato ogni ordine in questo senso.

La nuova legge, entrata in vigore nel 2011 ma la cui applicazione era stata rimandata di tre anni, prevede infatti delle linee tecniche difficili o impossibili da applicare. Il tutto partì proprio nel 2011, quando le forze dell'ordine eseguirono un maxi sequestro di armi sceniche a roma con l'accusa che queste si sarebbero potute riconvertire in armi da fuoco funzionanti con facilità. Così diverse società coinvolte si rivolsero al Ministero dell'Interno chiedendo quali linee seguire.

La risposta fu proprio la nuova legge già promulgata nel 2011. La cui applicazione venne rimandata di tre anni per motivazioni tecniche. I tre anni, però, sono scaduti. E la nuova legge altro non ha fatto che mettere in difficoltà il mercato cinematografico del Bel Paese.

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