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Accuse
"Nestlé ha approfittato di guerra e Covid-19"
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Keystone-ats
4 anni fa
L'accusa la lancia Greenpeace, che in un rapporto ha studiato venti grandi società del ramo, tra cui - unica elvetica - la multinazionale di Vevey (VD).

Nestlé e gli altri giganti del settore alimentare hanno usato la guerra in Ucraina e il Covid come alibi per far accettare l'aumento del prezzo dei prodotti. L'accusa la lancia Greenpeace, che in un rapporto ha studiato venti grandi società del ramo, tra cui - unica elvetica - la multinazionale di Vevey (VD).

Interrogativi morali

Tra il 2020 e il 2021 le cifre di Nestlé sono migliorate, malgrado stessimo subendo tutta la forza della crisi legata alla pandemia, ha affermato Davi Martins di Greenpeace oggi ai media del gruppo ESH. "Moralmente, questo fa sorgere interrogativi". "In parallelo all'incremento dei prezzi, abbiamo osservato una crescita dei guadagni delle multinazionali e dei dividendi versati agli azionisti", prosegue Martins. "Questo legame diretto prova che le aziende del settore alimentare hanno ribaltato la situazione a loro vantaggio", commenta l'attivista dell'organizzazione ambientalista. Per l'anno finanziario 2020-21, le imprese studiate hanno versato 53,5 miliardi di dollari a chi deteneva loro titoli. Secondo i dati dell'Onu, questa somma avrebbe potuto far uscire dall'estrema povertà 230 milioni di persone. Sollecitato sulla questione dai giornali di ESH, il colosso romando ha dichiarato che "come molti altri" ha subito "il peso di un'estrema inflazione" nel corso degli ultimi due anni. Nestlé si difende inoltre precisando di essere tenuta a rispettare gli obblighi nei confronti dei propri azionisti.