Cerca e trova immobili
Magazine
Nessun calo di ascolti: è davvero il Festival dei miracoli!
Nessun calo di ascolti: è davvero il Festival dei miracoli!
Nessun calo di ascolti: è davvero il Festival dei miracoli!
Redazione
7 anni fa
Continuano i record e Patty Speroni commenta per noi la quarta serata di Sanremo, segnata dal litigio tra Morgan e Bugo

Tutti si aspettavano il cosiddetto calo fisiologico degli ascolti ed anche quest’oggi i dati smentiscono ciò che è considerata una consuetudine.

Sono stati 9 milioni 503.000 i telespettatori che hanno seguito la quarta serata del Festival, con uno share del 53,3%, il miglior share dal 1999.Tuttavia, qualcosa di prevedibile è successo: la classifica parziale ha subito dei cambiamenti significativi: medaglia d’oro per Diodato, medaglia d’argento per Francesco Gabbani e medaglia di bronzo per i Pinguini tattici nucleari.

Questa manifestazione è il vero “Cantico dei cantici”, il Festival dell’amore universale, delle amicizie vere e profonde, dell’ammirazione reciproca esplicitata a parole, delle emozioni che non restano inespresse, di una totale assenza di rivalità. Vogliamoci bene e lasciamo che il buonismo trionfi, anche se questo è il Festival della canzone italiana.

A rompere l’idilliaca atmosfera, la coppia Morgan Bugo. Morgan inizia la sua performance, dopo aver cambiato – all’insaputa di Bugo – il testo della canzone. Nel testo modificato, accusa Bugo di avere fatto un’esibizione indegna la sera precedente e di non aver voluto essergli grato per averlo portato al Festival.

Come non comprendere il disappunto di Bugo e la sua decisione di lasciare il palco? Nonostante gli interventi di Amadeus, i contrasti tra i due cantanti sono parsi insanabili. Pertanto, a norma di regolamento, la coppia è stata squalificata e non fa più parte della gara.

Perché ostinarsi a dare visibilità a schegge impazzite, che sono al di là di ogni capacità di controllo? Il Festival non è un centro socio-assistenziale: non cura dalla depressione, non restituisce un’identità sociale, non si occupa di gestione dei conflitti amicali o familiari, non attiva un meccanismo di solidarietà per cantanti che non sanno gestire lo stress di un successo, di un insuccesso o la paura di essere giudicati.

Per fortuna sua, il Festival è ben strutturato. Ha resistito 70 anni, nonostante i detrattori, gli errori, le polemiche, le inadeguatezze, le cadute di stile. Quello che è certo è che Sanremo non può – e non deve – essere l’assistente sociale di chi vive un delirio di onnipotenza e non vuole ammettere di avere un problema.

Ascolta l'audio di Radio3i del commento di Amadeus sul caso Morgan-Bugo

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata