
Quando si pensa a Nag scultore, non è improbabile che la prima associazione mentale corra ai suoi possenti cavalli. Un soggetto, investito di valenze tra il mitico e il simbolico, al quale egli ha dedicato non poca della sua lunga attività scultorea. E con il cavallo, ecco poi sfilare tutta quella ricca fauna animale su cui ha appuntato la sua attenzione: tori, gufi, gatti, galli, arieti, falchi, sparvieri. È il mondo degli istinti primordiali.La sua scultura, comunque, non sarebbe quella che è senza l’apporto dialettico di quell’altrettanto variegato mondo costituito dal ‘popolo’ degli umani suddiviso in mimi, poeti, arlecchini e filosofi, da una parte; armigeri, combattenti ed astati, dall’altra. È o dovrebbe essere il polo della razionalità. In realtà egli delinea per questa via due diverse e contrapposte modalità da parte dell’uomo di confrontarsi con la vita e di affrontarne le problematiche, di misurarsi con le sue domande e possibili risposte: che non sono sempre saggezza e poesia, ma anche barbarica violenza e sopraffazione.Per quanto privo di volto e fuori dal tempo, l’uomo che Nag mette in scena è quindi un essere a confronto con la Storia ed i suoi nodi, quale progetto di una società da farsi: in ordine quindi ai suoi comportamenti e alle sue responsabilità.Luogo: Galleria La Colomba, Via al Lido 9, Lugano-Viganello Inaugurazione: sabato 13 novembre alle ore 18.00 Orari: da martedì a sabato 14.00-18.00; domenica e giorni festivi 14.30-18.00 Catalogo: a cura di Claudio Guarda, disponibile in sede
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