Cerca e trova immobili
Magazine
Molecola provoca epilessia
Redazione
16 anni fa
Una ricerca italiana apre nuove strade sulle cure per l'epilessia

E' stata appena scoperta una molecola capace di staccarsi dalle cellule del tessuto cerebrale dopo che le stesse hanno subito un danno o sono state sottoposte a stress biologico. Questa molecola, una volta liberata, altera l'eccitabilità delle cellule nervose, rischiando di provocare attacchi epilettici.La molecola responsabile delle infiammazioni del tessuto cerebrale con conseguenti crisi epilettiche è la HMGB1. Ora gli scienziati dovranno sviluppare dei trattamenti atti a bloccare la famigerata HMGB1 od i recettori cui la medesima si lega (i Toll-like). Ciò porterebbe ad una nuova categoria di farmaci contro l'epilessia.La scoperta va attribuita ad un'équipe congiunta dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano; dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano; dell'Università Insubria di Varese e dell'Academish Medisch Centrum di Amsterdam. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista medico-scientifica "Nature Medicine".La coordinatrice della ricerca, la Dr.ssa Annamaria Vezzani dell'Istituto Mario Negri, sostiene che questa ricerca non si limita a mostrare un nuovo meccanismo alla base delle crisi epilettiche, ma apre la strada a nuove terapie anticonvulsivanti.La ricerca, naturalmente, è stata condotta su dei topi. Ciò nonostante è stato dimostrato che anche le persone colpite da disturbi epilettici, e che si erano dovute sottoporre ad interventi chirurgici in quanto non rispondevano agli attuali trattamenti antiepilettici, presentavano un aumento di molecole HMGB1 e di recettori Toll-like.Ma ora finalmente si apre una nuova via verso la guarigione di quei soggetti che non riescono a beneficiare degli attuali farmaci. Ci vorrà comunque del tempo prima che si arrivi a sviluppare i nuovi farmaci, momento in cui, sottolinea la Dr.ssa Vezzani, la medicina compirà un'importante passo avanti nelle terapie contro l'epilessia. Le terapie attuali, infatti, sono in grado (e non sempre) di fermare le crisi epilettiche, ma non sarebbero in grado di contrastare le loro cause.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata