
Per i tifosi della Baia la “tortura”, come la chiamavano loro, è ufficialmente terminata. I Giants sono riusciti a conquistare le loro prime World Series dal 1957, data del trasferimento da New York a San Francisco. Un “tortura” che durava da ben 56 anni. Il successo è stato netto: 4-1 sui Texas Rangers nella Classica d’Autunno. Il colombiano Edgar Renteira, votato come miglior giocatore delle finali, e Tim Lincecum sono i grandi protagonisti della quinta sfida con i Rangers, vinta 3-1 con una prova quasi perfetta sul monte di lancio e un fuori campo da 3 punti dell’interbase. A fine gara, con le lacrime agli occhi, il manager dei Giants, Bruce Bochy, ha commentato: “I miei ragazzi hanno giocato col cuore. Avevamo una missione, che era vincere, e tutti volevano riuscirci per far felici i compagni”. Edgar Renteria, che già aveva vinto il titolo nel 1997 con i Florida Marlins, si guadagna di diritto un posto tra i grandi. Reduce da una stagione piena di infortuni, in cui ha giocato appena 72 partite delle 162 di regular season, il colombiano 35enne conquista il titolo di miglior giocatore delle World Series con una media battuta di .412, 2 fuoricampo e 6 punti battuti a casa nella serie. “Per me è davvero un’emozione incredibile” ha raccontato. “E’ stato un anno difficile, ma ho sempre creduto in questa squadra e nei nostri lanciatori”. Il fuoricampo da tre punti che ha sparato in faccia a Cliff Lee nel 7° inning gli è valso un altro record: quello di aver battuto il punto a casa decisivo in due edizioni della Classica d’Autunno, impresa riuscita solo a tre leggende del diamante come Lou Gherig, Joe Di Maggio e Yogi Berra. San Francisco può così festeggiare la più inattesa delle vittorie, con una squadra senza prime donne e una postseason conquistata sul filo di lana, nell’ultimo giorno di regular season. I lanciatori sono il pezzo forte del gruppo a disposizione di Bochy: Lincecum, Cain (che ha chiuso la postseason senza aver concesso nemmeno un punto in tre gare), Sanchez e Bumgarner. I quattro partenti nelle World Series, hanno tutti meno di 27 anni e promettono un futuro roseo così come Buster Posey, il ricevitore 23enne che alla prima postseason in carriera ha battuto a .288 di media mostrando il suo potenziale da star. Con talenti così si può andare ancora lontano. Ma intanto San Francisco pensa a festeggiare degnamente la fine della “tortura”. “La città deve festeggiare come non mai” ha detto il closer Brian Wilson. E certamente lo farà.
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