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MIT, ecco il tracciatore di rifiuti
Redazione
17 anni fa
Quanto funzionano le campagne inerenti la sensibilizzazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti?

Quanto funzionano le campagne inerenti la sensibilizzazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti? A quanto pare, non molto. Ma dove non arriva la divulgazione più tradizionale, ecco farsi strada la tecnologia.E chi più del Massachusetts Institute of Technology (MIT), ed in particolare la figura del coordinatore Carlo Ratti, poteva trovare soluzione al problema? Ed ecco che viene sviluppato il progetto sulla mappatura dei rifiuti, funzionante tramite speciali etichette elettroniche.Incuriositi? Bene, allora vediamo il progetto più dettagliatamete: ad ogni tipologia di rifiuti verrà annessa un'etichetta. In questa sarà presente un chip atto a seguire ogni movimento del dello scarto, dal cestino di casa in poi.Ciò permetterà di evidenziare le inefficienze relative allo stesso sistema di riciclaggio, ma soprattutto consentirà di tenere sotto controllo chi non si attiene alla raccolta differenziata.Il progetto, che prende il nome di "Trash Track, è già stato sviluppato ed ora è in piena fase di sperimentazione. E le città in cui si sta testando il sistema sono due, Seattle e New York; è qui che verrà seguito il cammino dei rifiuti di alcuni volontari nel tentativo di rendere attente le persone non solo all'impatto ambientale che ha la spazzatura, ma soprattutto al fatto che, in futuro, ci sarà la possibilità di scoprire chi sgarra.I chip vengono monitorati tramite sistema wireless che invierà una serie di dati ad un server centrale. Questo avrà il compito di analizzare questi dati in tempo reale ed i risultati vengono poi immessi online. I primi dati che il grande pubblico potrà visionare verranno immessi in rete da settembre di quest'anno.Dopo gli USA, il Trash Track dovrebbe approdare, grazie alla collaborazione con il magazine inglese "New Scientist, a Londra.Oltre al MIT, promotore del progetto è il Green NYC Initiative, associazione che vorrebbe raggiungere il totale riciclaggio dei rifiuti entro il 2030. Ma questa sembra essere un'impresa ardua, forse, nonostante l'aiuto della tecnologia, addirittura inattuabile se si considera che la "Grande Mela" attualmente ricicla solo il 30% del volume totale di rifiuti.Ad ogni modo grazie a "Trash Track" il MIT, e più precisamente la sezione MIT SENSEable City Lab, vorrebbe porre l'attenzione ai consumatori sulla quantità di rifiuti che gli stessi producono, sulla quantità di energia indispensabile al loro smaltimento e, soprattutto, quali danni ambientali può comportare la mancata raccolta differenziata.Ricordiamoci che la Terra è una sola, cerchiamo dunque di evitare l'immaginario del film Pixar "Wall-e". In fondo, la raccolta differenziata non costa particolare fatica.

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