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Micol Ronchi - Diario di una coniglia part time
Redazione
17 anni fa
Prima puntata del "diario virtuale" di Micol Ronchi

Prima puntata del "diario virtuale" di Micol Ronchi, coniglia part-time... ma non solo!Il “Diario di una coniglia part time” esiste davvero, nel senso che si può tranquillamente ammirare in tutta la sua consistenza nella “borsa-buco nero” (infinita, come ogni borsa femminile) di Madame Lapin (diamoci un tocco d'internazionalità) che la sottoscritta porta con sé. E' nero, con splendida copertina rigida e c'è scritto sul frontespizio “INIZIO SCUOLA” con bellissimi ed accattivanti caratteri cinesi. Dico io... una passa mezz'ora a scegliere l'impaginato più esotico e zen possibile per il proprio "diario di bordo" e poi scopre (solo dopo averlo acquistato) che quei caratteri così belli altro non significano che “inizio scuola”! L'aspettativa era ben maggiore, francamente. Ma tant'è, potremmo dire che questa è la “Legge di Murphy” applicata alla spesa fatta al supermercato.Iniziamo quindi, in modo molto femminile (come dice sempre mia madre) facendo una piccola puntualizzazione: il titolo riporta le parole “coniglia part time” non in quanto “diario di una lavoratrice precaria” ma in quanto Sig.ra Coniglia (o animale da compagnia per quella fetta di nazione nottambula ed eroica, che segue le mie rare esibizioni pubbliche su Italia 1 al Chiambretti Night) per un breve periodo di tempo che non si protrae per più di 10 ore alla settimana. Grazie al cielo. Non augurerei a nessuno di dondolare per più di due ore al giorno soffrendo di vertigini e nausee varie. E poi per essere “Coniglia” nel proprio “io”, non è necessario indossare orecchie da un chilo tutti i giorni (per non parlare poi del body rosa confetto).Il resto del tempo la Sig.ra Ronchi lo trascorre con un paio di comuni e naturalissime orecchie, forse un po' a punta, e l'unica coda che conosce è quella che si fa ogni mattina.In inverno, poi, è politicamente corretto e consigliato assumere il sempre attuale look da Maddalena Penitente: scialle nero in testa e occhiaie d'ordinanza, generatesi da notti e notti insonni che si concludono puntualmente la mattina con la stessa domanda: “Come si copriranno oggi le occhiaie?” e il dubbio amletico: “Sembro più una donna o un panda?”.Preoccupazione in realtà inutile perché, grazie al cielo, esiste “Sant'Anna del camerino 8”, protettrice dei panda e dei primi piani. La “santa donna” in questione si arma di pazienza, esperienza e fondotinta (probabilmente a base di calcestruzzo) e rimedia ai “danni notturni”. Solo per questo dovrebbero essere distribuiti “santini” con la sua foto.Grazie a lei, comunque, la mia privacy è tutelatissima: mi trucca così tanto che l'unico a riconoscermi è il mio cane che mi “scova” fiutando il profumo che porto: “Chanel n.5”, sempre attuale e sempre confortante, l'unica cosa che, insieme allo strabismo di venere, per altro, mi accomuna alla indimenticata Marilyn. E già questo mi basta per elevare il mio ego due gradini più in alto sulla scala del divismo.Il secondo punto riguarda la “dichiarazione d'intenti” della rubrica (termine pregiatissimo ma inflazionato e paradossalmente sempre più sconosciuto). Queste righe non hanno uno scopo preciso, al più potranno servire ad irritare un po' il lettore e permettergli, quindi, di sfogare lo stress personale accumulato a casa o in ufficio insultandole. Dunque non siano da considerare culturalmente lodevoli o di grande utilità sociale.Il massimo dell'aspirazione a cui questa “rubrica dell'inutile” vuole ambire è quello di fare compagnia all'annoiato, all'insonne, al curioso che ogni tanto beccherà qualche aneddoto molesto di cui sparlare piacevolmente al bar, dal parrucchiere, o negli spogliatoi della palestra.Avverto, inoltre, che queste poche righe sbattute nell'etere (o piuttosto nei cavi della rete web) sono scritte da un'autrice permalosa e poco incline alla critica. Quindi questo sarà un rapporto epistolare a senso unico ove alla fine il lettore potrà manifestare il suo dissenso con la sempre sia lodata citazione: “per me è

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