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"Mi sento uscita da Woodstock. E invece sono su Spotify..."
"Mi sento uscita da Woodstock. E invece sono su Spotify..."
"Mi sento uscita da Woodstock. E invece sono su Spotify..."
Redazione
8 anni fa
La cantante racconta: "#MeToo un momento storico importante: le generazioni future di ragazze avranno più diritti"

"Essere qui". Non solo presenti al mondo, ma dando un senso al nostro essere. Non solo nella musica, ma anche nel cambiamento futuro, per aiutare le prossime generazioni. E' quello che vuole spiegare Emma Marrone con il suo ultimo album. Un disco fatto a "modo suo", senza guardare troppo le logiche di mercato ma cercando di trovare una strada tutta sua. La cantante salentina ne ha parlato poco prima dello showcase della RSI a Besso, dove ha incantato il pubblico presente.

Emma, due anni di attesa ed ora "sei qui"...Un periodo dove mi sono voluta dedicare alla musica, guardandomi intorno, ascoltando dischi e andando ai concerti. Ed è arrivato "Essere qui", che è una presa di coscienza di questo mestiere, molto difficile in questo particolarmente storico, e di come sia importante mantenere la propria identità, senza farsi condizionare troppo dai cambiamenti e dalle mode. Un album del quale sono fiera e che sono sicura che il tempo mi darà ragione: più cresci più riconosci i limiti e le potenzialità. Proprio per questo ho lavorato sulle mie capacità, portando tante novità in questo disco, che ha uno spirito nuovo che ho abbracciato fino in fondo.

Un disco nel quale sei anche produttrice...Una necessità. Perché ho bisogno di lavorare a 360 grandi sulla mia musica: sono stata in studio fino ai mixaggi finali, scegliendo ogni suono. Sicuramente un lavoro molto più stancante, ma io mi reputo una musicista e non conosco altre vie per lavorare su un disco. In questo mi sento un po' uscita da Woodstock. E invece sono dell'epoca di Spotify...

In "Essere qui" si sente un sound nuovo...Mi sono liberata da preconcetti e paure, lavorando con nuovi musicisti per approcciare suoni diversi. Questo mi ha spinto a lavorare con nuove sfumature, anche nella voce. Devo dire che ho cantato molto con la pancia, in maniera davvero istintiva e sentita. 

A proposito di sound, quanto sono stati fatti in funzione degli artisti che hai coinvolto nell'album, come Ninja dei Subsonica e - soprattutto - Paul Turner dei Jamiroquai?Va pensata al contrario la domanda, nel senso che questi musicisti sono stati chiamati proprio perché avevamo pensato a un certo sound. Hanno tutti accettato molto volentieri e per me è stato un onore collaborare con artisti internazionali come loro. La cosa bella è stata confrontarsi con loro su ogni traccia e questo ha creato un valore aggiunto all'album...

In "Effetto Domino" ci sono un po' di allusioni sessuali...Solo un po'? E' volutamente sessuale! Tutti si riempono la bocca di modernità, ma poi quando c'è da abbattere i tabù chi si fa avanti? Io invece voglio dire senza paura che le donne possono fare del buon sesso e vivere bene la loro sessualtà. E che problema c'è? Bisogna scandalizzarsi perché lo canta una donna e non un uomo? E' avere il coraggio di non evitare di parlare di questi temi che farà la differenza.

Sin dagli esordi della tua carriera ti sei battuta per i diritti delle donne. Cosa ne pensi del movimento #MeToo?Che è un momento sociale e storico molto importante. Nel '68 sono avvenuti molti cambiamenti, poi ci si è seduti sugli allori. E allora sono contenta del coraggio delle donne che oggi si espongono, perché quello che succede oggi sarà un beneficio per le generazioni future di ragazze che avranno più diritti e non dovranno vivere certe schifezze. Ho più paura dell'immobilismo che del cambiamento.

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