
La colonnina di mercurio in Cina è arrivata fino a 52.2 gradi. Un record nazionale di temperatura registrato negli scorsi giorni a Sanbao, nella regione dello Xinjiang. Non solo, il climatologo Luca Mercalli ci ha spiegato che "negli USA sono state registrate ondate di calore con valori attorno ai 50 gradi. In Spagna e Italia i termometri sono frequentemente sopra i 45 gradi. La stazione meteorologica dell'Alpe d'Huez, sulle Alpi francesi, ha fatto segnare i 29.5 gradi. Roma si è avvicinata al proprio record assoluto di una quarantina di gradi". L'esperto ha detto a Ticinonews che "le ondate di caldo a cui stiamo assistendo nel mondo sono al di sopra di ogni record noto, almeno in alcune zone. Dal 3 al 10 luglio è stata registrata la settimana più calda della storia per quanto riguarda le misurazione meteorologiche a livello medio planetario. In tutti quei giorni la temperatura media di tutte le stazioni meteorologiche del mondo ha raggiunto i 17 gradi. Un dato allarmante, il più alto dal 1979".
"Il pianeta ha la febbre"
Mercalli è chiaro nel leggere la situazione: "Il pianeta ha la febbre. Lo sappiamo da trent'anni e questa è la sua manifestazione più chiara. Se parlando di cambiamento climatico ci sono altri fenomeni più difficili da attribuire, se non in parte, al riscaldamento globale (alluvioni e trombe d'aria ad esempio), quando ci si riferisce al riscaldamento globale il sintomo perfetto sul quale non ci sono dubbi è uno: l'aumento delle temperature".
Verso la seconda estate più calda di sempre?
Siamo appena oltre metà strada, ma ci sono buona possibilità che l'estate corrente passi alla storia come la seconda più calda dopo quella del 2003, scalzando addirittura l'estate scorsa. Finora, la bella stagione 2023 è stata troppo secca, troppo calda e troppo soleggiata. La temperatura si discosta - in eccesso - di ben 2,5 gradi rispetto alla media a lungo termine. Sul versante settentrionale delle Alpi, il surplus di calore pari a 3,1 gradi è stato superiore a quello del sud, dove in alcune zone è risultato inferiore di 1,5 gradi, come indicato oggi dal servizio meteorologico privato Meteonews di Zurigo.
Un surplus termico di 2.35 gradi
Sulla base del bilancio di metà estate, Meteonews giudica possibile che l'estate del 2023 diventi la seconda più torrida mai misurata in Svizzera, e ciò nonostante l'assenza di lunghi periodi caldi. A seconda dell'andamento della seconda metà della stagione corrente, l'estate 2023 potrebbe quindi scalzare l'estate 2022 dall'attuale secondo posto con un surplus termico di 2,35 gradi. In testa rimane l'estate del 2003, quando si registrò un surplus di calore di 3,1 gradi rispetto alla media 1991-2020. Responsabili dell'attuale situazione sono le temperature massime, che al nord sono state localmente di quattro gradi sopra la media. Le temperature minime sono state di 1,8 gradi sopra la media.
In Ticino meno sole del solito
Nonostante precipitazioni e temporali, la prima metà dell'estate è stata troppo secca nella maggior parte delle regioni. A livello nazionale, il deficit di precipitazioni è attualmente del 37%. In alcune aree è caduta meno della metà delle precipitazioni normali. Nel Giura, il deficit raggiunge addirittura il 70%. Si trovano solo quasi nel sud del paese zone dove si sono registrate finora precipitazioni leggermente superiori alla media. Il nord in particolare ha ricevuto una quantità eccessiva di sole: la nostra stella ha brillato oltre il 40% del normale. Il Ticino la media è appena inferiore. In alcune zone il soleggiamento è stato addirittura inferiore alla media a lungo termine.

