
Una ricerca americana ha evidenziato gli effetti positivi che la meditazione trascendentale, tecnica mentale dell'antica scienza Vedica, ha sul cuore.La meditazione trascendentale può essere attuata da tutti, infatti non è una prerogativa di determinate religioni, per cui non è richiesta l'adesione ad alcun tipo di filosofia.Ad ipotizzare che la meditazione ha la capacità di ridurre il rischio di mortalità in pazienti cardiopatici sono stati i ricercatori del Medical College del Wisconsin in collaborazione con i ricercatori della Maharishi University dell'Iowa.Lo studio è stato presentato alla riunione dell'American Heart Association, e si è principalmente basato su pazienti afro-americani aventi un'età media di 59 anni e problemi di restringimento arterioso.La ricerca: è stato preso un gruppo di 200 volontari suddiviso poi in due gruppi. Al primo gruppo è stato chiesto di seguire i principi della meditazione; al secondo, invece, è stato chiesto di intraprendere uno stile di vita maggiormente salutista con, naturalmente, particolare attenzione all'alimentazione.Il primo gruppo doveva seguire due sessioni meditative di 20 minuti al giorno. Il secondo gruppo si è invece trovato a dover modificare quasi radicalmente il loro stile di vita, con un regime alimentare più sano e tanta ginnastica.I due gruppi hanno quindi seguito le indicazioni prescritte dai ricercatori per un periodo di nove anni, al termine dei quali i ricercatori hanno potuto riscontrare una diminuzione di quasi il 50% di patologie cardiovascolari proprio nel primo gruppo (quello della meditazione).E' dunque stato dimostrato che la meditazione trascendentale ha una maggiore efficacia rispetto uno stile di vita basato su una dieta sana e tanto movimento (che comunque male non fa). Ma la meditazione, a quanto pare, non ha solo la proprietà di diminuire il rischio di morte ed i problemi cardiovascolari veri e propri; i ricercatori hanno infatti potuto constatare anche un calo della pressione sanguigna, dello stress e dell'ansia.Al riguardo si pronuncia Robert Schneider, coordinatore dello studio e direttore del Centre for Natural Medicine and Prevention della Maharishi University dell'Iowa, il quale sostiene che se già da tempo si conoscevano i benefici che la meditazione ha su pressione e stress psicologico, questa ricerca ci mostra per la prima volta come il praticarla riduca l'incidenza dei problemi cardiovascolari, come ictus e infarti.In pratica la meditazione trascendentale può tranquillamente essere considerata un farmaco naturale per il trattamento di patologie legate al nostro cuore.
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