
Sono passati 105 giorni di segregazione, ma ora sono usciti. Ci riferiamo all'equipaggio dell'astronave terrestre. Ed ecco che subito spuntano gli obiettivi delle fotocamere e delle videocamere, ma a loro non fanno né caldo né freddo.Ed eccoli finalmente seduti ad un tavolo, dopo il consueto controllo medico, a raccontare la loro avventura. Loro sono i sei candidati astronauti, quattro russi e due europei dell'Esa, che per primi toccheranno il suolo di Marte.Quella dell'astronave terrestre, naturalmente, altro non era che una simulazione dell'incredibile viaggio attraverso l'ignoto. Si perché il viaggio non sarà certo semplice e molti controlli devono essere effettuati. Un viaggio, questo, di tre anni. A tale scopo servono gli studi; studi inerenti il comportamento del corpo e della mente in risposta a tre anni di viaggio in angusti moduli spaziali; già perché, a quanto pare, non siamo ancora giunti ad astronavi delle dimensioni della mitica "Enterprise" di "Star Trek".Nasce così il progetto "Mars 500"; celebrato dal primo step durato, per l'appunto, cento giorni. A monitorare le condizioni fisico-mentali dei sei temerari, il Dr. Anataoly Grigoriev, direttore dell'Istituto "clinica dei cosmonauti".Ma vediamo nel dettaglio l'astronave terrestre creata appositamente per l'occasione: questa è costituita da 4 moduli cilindrici, ognuno di una lunghezza diversa dall'altro. In comune la larghezza, circa 3 metri di diametro. Il numero dei moduli non è certamente casuale: c'è il modulo adibito a zona abitabile; quello per l'area medica; il modulo serra per coltivazioni arboree e quello per lo stoccaggio dei materiali. E poi la ricostruzione dell'ambiente marziano, diviso dall'astronave tramite un corridoio.Sergey Ryazanskiy, comandante dell'equipaggio, ci dice che dovevano nutrirsi dei cibi utilizzati sulla stazione spaziale. Ci dice inoltre che, quando dovevano comunicare con l'esterno, le radio simulavano un ritardo di 20 minuti; si perché è questo il tempo necessario per il segnale di risposta radio tra Marte e la Terra.Ed alla domanda su come trascorressero le giornate in totale isolamento; il comandante risponde che avevano talmente tanto da fare, che non si accorgevano del trascorrere delle settimane. Naturalmente, erano tutti consapevoli di essere preziose cavie ai fini degli esperimenti russi, europei e statunitensi.Simona Di Pippo, direttrice voli umani presso l'agenzia europea, ci dice che tutti e sei gli uomini (tra cui ingegneri, piloti, scienziati e medici) erano dei volontari scelti tra 5'600 candidati. Già perché raggiungere il Pianeta Rosso sembra essere il sogno, o la sfida, di molti.Grigoriev ci spiega che l'indagine inerente gli aspetti fisiologici e psicologici degli astronauti è dovuta al fatto che la convivenza fra sei persone in un ambiente isolato non è priva di problematiche. E' infatti possibile che sorgano problemi inerenti i rapporti interpersonali; a lungo andare si possono anche avere influenze negative al sistema ormonale e immunitario. Inoltre, ci si trasforma in facili prede della
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