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Marte, confermata la presenza di gas metano
Redazione
18 anni fa
Confermata la presenza di gas metano su Marte e, quindi, di ipotetiche forme di vita ad esso legate

Confermata la presenza di gas metano su Marte e, quindi, di ipotetiche forme di vita ad esso legate.Già nel 2004, il Prof. Vittorio Formisano dell'Istituto di fisica dello spazio interplanetario, riferì di averne trovato traccia dopo aver esaminato i dati trasmessi dalla sonda Mars Express dell'Esa; successivamente la notizia fu confermata da altri gruppi, ma le discussioni inerenti la presenza del gas sul pianeta rosso continuarono in quanto, dalle osservazioni del 2006, sembrò che buona parte dello stesso scomparve.Michael J. Mumma, del Goddard Space Flight Center della Nasa, pone fine alle discussioni, confermando di aver riscontrato la presenza di metano in tre principali zone: Nili Fossae, Terra Sabae e Syrtis Major.La scoperta è stata pubblicata sulla rivista americana "Science".E' stato poi stimato che la fuoriuscita del gas dal sottosuolo avviene con un ritmo di 0,6 grammi al secondo; si è poi stimato che, nell'estate marziana dell'anno 2003, nel giro di pochi mesi la quantità di metano fuoriuscita era pari a 21'000 tonnellate.Il Prof. Mumma, che studia il fenomeno già dal 2001, ritiene che questa sia la conferma della presenza del famoso gas sul pianeta.Per la conferma definitiva, il Prof. Mumma, ha deciso di analizzare, attraverso l'analisi spettroscopica, la luce riflessa dalle zone in questione; ciò l'avrebbe portato a scoprire l'assorbimento di alcune righe, ottenendo così l'ultima prova necessaria.Ora, il mondo scientifico, deve confrontarsi sulla questione inerente la sua origine, ciò ha portato ad una nuova divisione tra le varie teorie varate dai ricercatori.Principali teorie sono: il gas si è formato da processi biologici come la digestione animale o l'imputridimento di forme animali o vegetali; la formazione del gas è dovuta a cambiamenti geologici quali attività vulcaniche o sorgenti calde nel sottosuolo.Vista la scarsità di prove atte a dimostrare la presenza di vulcani e sorgenti calde, la teoria predominante è comunque quella che vede protagonisti i processi biologici.Al riguardo Lisa M. Pratt, dell'Università dell'Indiana, sostiene che la vita su Marte possa essere trovata nelle profondità del pianeta stesso.Ora la ricerca prevede l'esplorazione del pianeta attraverso l'utilizzo di sonde e robot e, per l'occasione, si è deciso di utilizzare il "rover Mars Science Laboratory" della Nasa, un veicolo spaziale delle dimensioni di un SUV alimentato ad energia nucleare.Per la sua partenza, causa le difficoltà di costruzione dello stesso, si dovrà però attendere il 2011.Nel frattempo, le discussioni tra gli scienziati restano aperte.

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