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"Mangiare è un atto politico", parola dell'esperto
"Mangiare è un atto politico", parola dell'esperto
"Mangiare è un atto politico", parola dell'esperto
Redazione
8 anni fa
"Obbediamo all'imperativo del consumo e di un liberalismo non sostenibile", si rammarica il professor Lemke

Mangiare non è più una questione privata, è un atto politico: lo sostiene il professore tedesco Harald Lemke, esperto di gastrosofia. A suo avviso l'umanità deve cambiare il modo di nutrirsi, ma potrebbero essere necessarie migliaia di anni.

"Obbediamo all'imperativo del consumo e di un liberalismo non sostenibile", si rammarica Lemke in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung. "Non voglio creare il panico, mi limito a descrivere la realtà". "Quello del mangiare è un tema incredibilmente complesso, vi sono molti aspetti", puntualizza lo specialista. "La gastrosofia cerca di tenere sotto controllo tutti questi ambiti. "Ci relazioniamo sempre - in un modo o nell'altro - con il mondo del cibo. Con la riflessione sul 'come', sui modi, inizia già il filosofare sul mangiare".

Secondo Lemke il fatto che l'uomo comune pensi troppo poco al comportamento nutritivo è parte del problema: la gastrosofia vuole ridare valore all'atto di assumere calorie. Stando all'esperto si tratta di far sì che le abitudini alimentari soddisfino standard etici. Quindi sì a prodotti bio, del commercio equo e regionali. Poca carne. Ma soprattutto, "molto importante: cucinare!". Il mangiare è oggi qualcosa di secondario, deve essere veloce; si paga di più l'olio del motore dell'auto che quello dell'insalata, si rammarica il professore a Salisburgo autore del volume filosofico "Ethik des Essens", etica del mangiare.

"Le persone hanno bisogno di riorganizzarsi", osserva Lemke, che insegna anche all'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. "Dobbiamo prenderci di nuovo il tempo per mangiare". "Si può godere del cibo, ma in modo diverso", prosegue. "Perché per esempio non produrre in proprio una parte delle derrate alimentari?" In ultima analisi, "si tratta di tornare alla Madre Terra". Lemke è peraltro moderatamente ottimista. "Il cambiamento sociale richiede tempi molto lunghi: dobbiamo vedere la cosa in periodi più estesi, centinaia di anni, forse migliaia"."Come per tutti gli altri sviluppi utopici umanistici, vedo una tendenza nel settore alimentare che, sebbene molto lenta, va comunque nella giusta direzione", conclude.

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