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Mancano cuochi e baristi: meglio fare il frontaliere in Svizzera
Mancano cuochi e baristi: meglio fare il frontaliere in Svizzera
Mancano cuochi e baristi: meglio fare il frontaliere in Svizzera
Redazione
7 anni fa
In Valchiavenna manca personale nel bel mezzo della stagione estiva: l'Engadina è molto più attrattiva

Anche la Valchiavenna è nel bel mezzo della stagione estiva ma gli esercenti locali sono confrontati con un grosso problema: manca manodopera. Come evidenziato da La Provincia di Sondrio, i posti per cuochi, camerieri e baristi circa il 50% dell’offerta dell’ufficio di collocamento. A Chiavenna e dintorni, infatti, si fa sentire la vicinanza della Svizzera, e in particolare dell’Engadina, che offre stipendi ben più attrattivi di quelli italiani.

“Il settore della gastronomia è reduce da un periodo difficile ma ora c’è una netta ripresa e le aziende sono alla ricerca delle figure necessarie per completare gli organici. Questo spiega il numero rilevante di offerte che si sono lette in primavera, in vista della stagione estiva”, ha spiegato il sindacalista di Unia Sankt Moritz Arno Russi.

Il salario (lordo) minimo è di 3’480 franchi, “ai quali va tolto circa il 15%, tutta un’altra cosa rispetto all’Irpef italiana”, ma con un po’ di esperienza si arriva tranquillamente a 4'200-4'500, per salire a oltre 5'000 franchi in caso di sous-chef e 6'000 quando si tratta di chef che dirigono brigate di una certa rilevanza”.

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