
La prima volta di Lugano Città del Gusto ha riscosso un buon successo di pubblico, veicolando numerosi visitatori da tutta la Svizzera e da oltre confine. La kermesse si è chiusa ieri sera, dopo 11 giorni in cui sono stati proposti oltre 100 eventi enogastronomici nella città e nel suo distretto. Ticinonews ha interpellato il sindaco Marco Borradori e il capo Dicastero cultura, sport e eventi Roberto Badaracco per sapere come hanno vissuto questa prima luganese.
"L'evento luganese ha permesso di rafforzare sensibilmente la consapevolezza nei visitatori sulla valenza dell’alimentazione, alle sue possibilità, oltre a tutto quello che le ruota attorno" sottolinea Borradori. "È stata anche un’ottima operazione per l’immagine della Città a livello nazionale. Le tavole rotonde, i workshop, e la presenza di grandi cuochi di valenza mondiale, ha contribuito al successo dell’evento. Inoltre, l’ottima qualità dei servizi televisi, radiofonici e dei media in generale, hanno contribuito ad espandere il messaggio enogastronomico ma anche quello legato al rapporto cibo-salute".
Come sono andate le cose a livello turistico?Molto bene. Durante la manifestazione, i ristoranti erano molto affollati, per la gioia dei loro gestori, che si sono espressi molto positivamente. Anche i responsabili svizzeri hanno apprezzato particolarmente il programma preparato dalla Città e dagli organizzatori. Un programma innovativo, particolareggiato e variegato.
Vorrebbe consigliare qualche accorgimento agli organizzatori?Sinceramente no, perché tutti, da Dani Stauffacher a Marta Lenzi, autentica mente storica dei temi legati all'alimentazione, hanno lavorato con grandissima competenza e professionalità. L’unico consiglio che mi permetterei di dare, è legato al periodo nel quale organizzare l’evento, spostandolo magari ad ottobre, subito dopo le tradizionali feste autunnali cittadine.
Nel 2019 il testimone passa a Montreux. Alla luce di quanto fatto ed ottenuto quest'anno, sarebbe auspicabile un ritorno dell’evento a Lugano?Da parte nostra, come Città, saremmo sicuramente pronti a mettere del nostro a livello logistico e strutturale.
Ci tolga una curiosità. Qual è stata la sua polpetta preferita, elemento attorno al quale ruotava la manifestazione?Sinceramente mi sono piaciute moltissimo tutte quelle che ho provato. Era tempo che non ne mangiavo più. La polpetta, ideata dal bleniese Maestro Martino nel corso del 1400, è un cibo che incarna la lotta allo spreco. Nella sua semplicità, racchiude in sé, un messaggio molto importante. Per certi versi, è un simbolo insolito. Inoltre, anche il vino e la birra, quest’ultima come nuova tendenza nell’ambito enogastronomico, hanno dimostrato di interessare ad una larghissima fascia della popolazione, assicurando un’importante impronta all'interno della manifestazione.
Anche il titolare del Dicastero cultura, sport e eventi della Città di Lugano Roberto Badaracco è rimasto soddisfatto dell'esito della manifestazione: "Tengo a sottolineare che la manifestazione è riuscita a tutti i livelli, tra i quali, anche quello legato al funzionamento contemporaneo delle tre strutture messe a disposizione dalla Città (Palazzo dei Congressi, Villa Ciani e Padiglione Conza), una vera e propria primizia per Lugano. Inoltre, la strategia inerente alla comunicazione, grazie anche alla fattiva e competente collaborazione dei vari media al seguito dell’evento, ha funzionato alla perfezione, favorendo la sensibilizzazione dei visitatori sulle tematiche legate all’alimentazione nei suoi più profondi aspetti”.
Roberto Quadri
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