
Gli ustionati gravi che fanno capo all'ipnosi come completamento alla terapia di base guariscono più rapidamente. Tale metodo consente infatti di ridurre la loro ansia, la prescrizione di antidolorifici, le anestesie totali, i trapianti di pelle, nonché la durata dei ricoveri in ospedale e quindi i costi che ne derivano. È quanto emerge da uno studio condotto dal Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) e pubblicato sulla rivista scientifica «Burns». La ricerca è stata condotta, tra il maggio 2006 e l'aprile 2007, su un campione di 23 persone gravemente ustionate (su un quarto circa della superficie corporea) che hanno beneficiato di sedute ipnotiche. I loro dati sono stati poi confrontati con quelli di un gruppo di pazienti con ustioni simili ammessi in ospedale dal 2002 al 2006. In media, la prima seduta di ipnosi si è svolta nove giorni dopo l'ospedalizzazione. Ci sono poi voluti almeno tre giorni prima che i pazienti siano stati capaci di raggiungere uno stato di trance. «Abbiamo insegnato loro a fare dell'auto-ipnosi», ha spiegato all'ATS Mette Berger, responsabile del Centro ustioni del CHUV nonché autrice dello studio. L'obiettivo era di prepararli ad affrontare con questo metodo terapeutico interventi medici molto dolorosi. Meno oppiacei I risultati sono stati molto positivi: nel gruppo preso in considerazione l'intensità del dolore e l'ansia sono diminuite in modo significativo, così come il numero di sedute psichiatriche. Le dosi di oppiacei e di sedativi sono pure state fortemente ridotte. Altro dato interessante: soltanto il 74% dei pazienti che si è sottoposto ad operazioni particolarmente dolorose (chirurgia, medicazioni, ecc.) dopo essere stati «familiarizzati» all'ipnosi, hanno necessitato di un'anestesia totale. Tale percentuale è stata del 95% per coloro che hanno seguito una cura «tradizionale». Infine, la guarigione delle ferite è risultata più rapida, come dimostra la diminuzione dei trapianti di pelle constatata tra i pazienti sotto ipnosi. Questo risultato potrebbe essere dovuto a un minore livello di stress e di dolore, spiegano i ricercatori. Il professor Berger ha precisato che il CHUV dispone di tre infermiere specificatamente formate nel campo dell'ipnosi: «Occorre trattare i dolori prima che diventino cronici», ha spiegato. Oltre alle ustioni, tale tecnica è utilizzata a seconda dei casi per guarire altri tipi di pazienti: per esempio, coloro che hanno riportato traumi multipli, quelli che necessitano interventi chirurgici al torace o i bambini. Questi ultimi sono molto più ricettivi poiché l'immaginazione è un ingrediente indispensabile per farsi ipnotizzare, sottolinea ancora il professor Berger. Importanti risparmi Sul piano economico, lo studio evidenzia pure una riduzione del soggiorno di cinque giorni in media per paziente nei reparti di cure intensive e di sei giorni della durata del ricovero. A queste cifre, occorre aggiungere una diminuzione di due anestesie generali per paziente ospedalizzato. Conseguenza: una persona che si sottopone a una cura sotto ipnosi costa in media 17'000 franchi in meno di un paziente trattato in modo «standard». Inoltre, basta curare nove ustionati in questa maniera all'anno per compensare l'assunzione di uno specialista dell'ipnosi. Il metodo ha tuttavia dei limiti e non sostituisce una cura più tradizionale, si legge ancora nelle conclusioni dello studio. In effetti, non tutti gli ustionati sono ipnotizzabili, in particolare i pazienti anziani in stato confusionale o sotto l'influsso di farmaci. Su 40 pazienti ammessi al CHUV durante il periodo preso in considerazione, soltanto 23 hanno potuto beneficiare dell'ipnosi come complemento alla terapia di base. ATS
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