
"Sono i tuoi capelli? Posso toccarli? Sono così lisci, sembrano i peli di un cane". Una simile frase, molto probabilmente, urterebbe la sensibilità di chi la ascolta. Ma, se la si legge con attenzione, possiamo notare qualcosa. E' la tipica frase, capovolta, che un bianco direbbe a una persona di colore. Capovolta, sì. Perché in questo caso è ciò che potrebbe tranquillamente dire un nero a un bianco. E questa non è che la prima di una lunga serie di classiche frasi stereotipate, ma capovolte e rivolte nei confronti degli europei.
Un nuovo hashtag - #SiLesNoirsParlaientCommeLesBlancs (se i neri parlassero come i bianchi) - sta spopolando in rete. A crearlo la ragazza francese Jaja. Un modo per rispondere a tutte quelle frasi stereotipate che le vengono rivolte ogni giorno. Frasi che forse ai più sembrano innocue, ma che di fondo possono risultare offensive nei confronti di chi se le sente rivolgere.
Alla campagna hanno aderito in molti. E non solo dalla francia. Tanto che la giovane studentessa ha creato una vera e propria mania. Così forti dell'hashtag, si trovano sul web affermazioni tipo: "Io non sono razzista, ho un'amica bianca". Oppure "Sei danese? Che bello. Ho lavorato con uno svedese l’anno scorso, che forte, siete un popolo davvero simpatico". E ancora "Ah non è lui il bianco dell’altra volta? Capirai, sono tutti uguali".
Queste e molte altre le frasi capovolte ad hoc. Il tutto per ribadire l'ignoranza che si cela dietro questi e altri stereotipi. Ma anche per ribadire che molte persone di colore, che magari vivono in Europa da generazioni, non sono eterni ospiti. Ma cittadini europei a loro volta.
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