
Come tutto, anche l'industria pornografica si evolve. La tecnologia compie passi da gigante, e tutti possono fare riprese delle loro prestazioni. Se un tempo - nemmeno così lontano - erano le grandi produzioni a farla da padroni, oggi non è più così. Con gioia delle donne, che si avvicinano sempre più a un mondo dominato per anni dai maschi.
Oggi non piace più il film hard con uomini superdotati e donne dai giganteschi, e siliconati, seni. La perfezione di soggetti scelti dopo lunghi casting accostata a trame (se così possiamo definirle) che sfociano nel ridicolo più totale, cede il posto a gente comune. Persone che potremmo tranquillamente incontrare per strada. Magari con un lui normodotato e una lei priva di chissà quali curve. Piace la gente vera.
Ma il genere amatoriale, ben diverso dai primi amatoriali anni '90, ha portato anche a un altro cambiamento. Sempre più donne, anche se poche lo ammetteranno, guardano film pornografici. Un duplice effetto, in realtà: i film hard delle grandi produzioni avevano una visione prettamente maschile; poi l'arrivo della regista svedese Erika Lust ha dato una visione più femminile al porno. Avvicinando le donne come pubblico. Situazioni reali, storie più verosimili quando ci sono e corpi - o parti di essi - non troppo perfetti piacciono. Sia a lui che a lei. E parlare di film pornografici in coppia è sempre meno un tabù. A volte con molti benefici nella vita sessuale di entrambi.
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