
Rischia di risultare molto importante la visita di Obama in Europa. Il presidente americano ha infatti impartito lezioni agli inglesi che vogliono uscire dall’Unione Europea come a coloro che si oppongono alla politica delle porte aperte nei confronti dei migranti, ha ribadito il convinto sostegno statunitense al processo di integrazione europea, ha di fatto insignito del ruolo di luogotenente europeo la cancelliera tedesca Angela Merkel, ha dato il via libera all’intervento armato in Libia per sostenere il nuovo Governo riconosciuto dalle Nazioni Unite e ha preannunciato un maggiore intervento americano in Siria contro lo Stato islamico. Insomma, si è atteggiato senza alcuna titubanza come il punto di riferimento irrinunciabile di un’Europa divisa e debole, dettando ai suoi scolaretti il volere di Washington, imponendo ai Paesi europei il volere e i doveri di partecipare alla visione unipolare del mondo. Dai principali leader europei convocati ad Hannover, stando a quanto riferiscono gli organi di informazione, non si è levata la minima obiezione. Eppure le questioni aperte non sono poche. Vediamone alcune.
Il quadro di un Imperatore americano attorniato da sudditi è desolante per un’Europa che unita, così è stato sempre detto, doveva e poteva giocare ad armi pari con i Grandi della terra. Niente di tutto ciò è avvenuto. L’indebolita Angela Merkel si è sentita rafforzata da Obama per essere stata insignita del ruolo di “sceriffo europeo” degli Stati Uniti e dall’essere stata definita “dalla parte giusta della storia” sulla questione dei migranti. Nessuno ha però osato alzare il dito per chiedere al Presidente americano di far parte del programma di ripartizione dei migranti siriani, iracheni, afghani, ecc. anche perché sono evidenti le responsabilità statunitensi nella situazione di anarchia e di guerra civile in cui si trovano questi Paesi. Questa richiesta sarebbe stata anche corroborata dall’intervista di Obama alla rivista “The Atlantic”, in cui il presidente americano ha dichiarato di non volere “prendere decisioni stupide” come quelle prese da suoi predecessori e di essersi pentito dell’appoggio dato a Gran Bretagna e Francia nell’intervento in Libia. E poi, se la Merkel è dalla parte giusta della storia, Obama è da quella sbagliata, poiché gli Stati Uniti sempre più restrittiva sia sui rifugiati sia sui migranti. Nulla di tutto ciò è stato detto dagli scolaretti europei.
Lo stesso vale per l’imprimatur dato alla leadership europea di Angela Merkel. Eppure Matteo Renzi continua a contestare le posizioni tedesche sull’economia, sulla politica dei migranti, sulla politica bancaria e via dicendo. Pure il Presidente francese non sembra in linea, ma anche lui ha taciuto, nonostante l’impegno profuso (più a parole che nei fatti) nella guerra all’ISIS in Vicino Oriente e nonostante i numerosi interventi militari in Africa per fermare l’estremismo islamico.
Nulla è stato detto anche sul TTIP. Il presidente americano ha chiesto di accelerare i negoziati per concludere il trattato di libero scambio Transatlantico. Come abbiamo scritto più volte, il TTIP è un accordo estremamente pericoloso, contestato anche da numerosi Governi che temono giustamente una perdita di sovranità e l’abdicazione da norme ritenute essenziali come le norme per garantire un’alimentazione sana, e via dicendo. La reazione europea avrebbe dovuto essere ferma, anche perché non vi è più un candidato americano nella corsa alla Casa Bianca che sostiene la ratifica di un analogo trattato con i Paesi del Pacifico. Persino Hillary Clinton, che ne era stata promotrice, dice ora che non ne chiederà la ratifica. Evidentemente Obama sa (o pensa) che la Clinton non manterrà la parola data, altrimenti non chiederebbe la conclusione dei negoziati.
Anche se non sono trapelate notizie, è pure ovvio che si è discusso della Russia di Putin e delle sanzioni europee. In luglio i Paesi dell’UE dovranno decidere se prolungare le sanzioni contro la Russia. E’ noto che Washington chiede un ,loro prolungamento. Ed è pure noto che alcuni Paesi europei come l’Italia sono contrari. E’ comunque a questo punto probabile che la Germania della Merkel ne chiederà l’estensione dopo aver incassato l’approvazione americana al raddoppio del North Stream 2 che porterà altro gas russo in Germania.
Ma l’aspetto più importante di questo vertice è che non tiene nella minima considerazione la rivolta popolare che si sta manifestando nelle primarie americane e in ogni elezione europea (l’ultimo caso è quello austriaco) contro la politica degli ultimi anni. Sia Obama sia gli scolaretti europei se ne fanno un baffo. La volontà popolare per loro non conta. Per fortuna sia al di qua sia al di là dell’Atlantico larghe fasce di elettorato si stanno svegliando e dicendo basta alle scelte di quel piccolo gruppo di persone che dirigono gli affari del mondo e che manovrano le marionette protagoniste del vertice di Hannover.
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