Cerca e trova immobili
Magazine
"L'Euro ha tre mesi di vita"
Redazione
14 anni fa
È la previsione del finanziere americano George Soros se non cambierà la politica europea.

La moneta unica europea ha ancora tre mesi di vita. Questa è la previsione del finanziere americano Georges Soros e espressa lo scorso 2 giugno al Festival dell’economia di Trento. Secondo Soros, se in questi tre mesi l’Unione Europea non riuscirà a correggere i propri errori e ad invertire le tendenze attuali, non vi sarà più tempo per cercare di salvare l’euro, anche perché “la recessione comincerà a contagiare la Germania e, dopo l’estate, Angela Merkel si troverà con un’economia troppo indebolita per potersi permettere politicamente di impegnare Berlino in qualsiasi iniziativa europea che metta a rischio i soldi del contribuente tedesco”. Come non condividere questa previsione? Effettivamente il tempo sta scorrendo velocemente e per l’euro si sta arrivando ad un punto di non ritorno. La consapevolezza che siamo vicini all’apice della crisi è confermata anche dall’iniziativa assunta da Mario Draghi, presidente della Bce, José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, da Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo e da Herman Van Rompuy, presidente dell’UE, di preparare un piano generale per uscire dalla crisi in atto. Il progetto, che verrà presentato al vertice europeo di fine mese, prevede una unione bancaria, una unione fiscale, un’unione politica e riforme strutturali. Detta in soldoni, prevede che in piena corsa si creino gli Stati Uniti d’Europa. Si tratta di una fuga in avanti che non può essere attuata in fretta e furia, come impongono i tempi della crisi economica e finanziaria. Si tratta infatti di un processo in cui gli Stati nazionali verrebbero spogliati di molti altri poteri che verrebbero assegnati alle autorità europee. Quindi se, come è prevedibile, il piano verrà usato come indirizzo strategico dell’Unione non basterà assolutamente a spegnere il fuoco che sta bruciando l’Unione monetaria europea. Dunque rischia di trattarsi di u altro esercizio inutile utile a confondere ulteriormente le idee.E in effetti ora la prima urgenza è rappresentata dalla crisi bancaria spagnola e dalla necessità del Governo di Madrid di recuperare 19 miliardi di euro per ricapitalizzare il secondo gruppo bancario del Paese e altri miliardi per mettere in sicurezza le altre banche iberiche che sono piene di sofferenze dovute allo scoppio della bolla immobiliare. Questa appare l’urgenza numero uno, anche perché è molto probabile che dalle urne greche esca una maggioranza favorevole all’accordo firmato con la troika per salvare il Paese ellenico. Il rinnovo di questa intesa non vuol dire affatto che la Grecia è destinata ad uscire dal vortice della crisi, ma vuole semplicemente dire che per due o tre mesi i problemi di Atene potranno passare in secondo piano. Comunque in autunno si scoprirà che anche questo piano non sarà sufficiente per salvare la Grecia. Ma in autunno la crisi dell’euro sarà già al suo culmine.Ritorniamo al problema più urgente, ossia la ricapitalizzazione delle banche greche. Madrid con tassi di interesse decennali che si avvicinano paurosamente al 7% non può rivolgersi al mercato dei capitali. D’altro canto, il Fondo Salva-Stati non prevede interventi per salvare le banche e del resto il Governo spagnolo non vuole essere oggetto di un piano di salvataggio europeo con tutte le condizioni che quest’ultimo comporta. L’unica via di uscita appare chiedere un prestito al Fondo Monetario Internazionale. Attraverso questa scappatoia si potrebbe guadagnare qualche mese.Ma la crisi morde ovunque e il problema fondamentale è una recessione che viene acuita dalle politiche di austerità. Ad essa si aggiungono i sempre più evidenti sintomi di crisi in molti punti del sistema bancario europeo. Quindi, come prevede Soros il tempo stringe e non vi è alcuna soluzione in vista. E’ quindi probabile che, come al solito, l’intervento di emergenza verrà effettuato dalla Banca centrale europea, il cui Comitato direttivo si riunisce in settimana. Si ipotizza che la Bce possa ridurre i tassi guida europei  (oggi fissati all’1%) e riprendere ad acquis

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata