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L'euro continuerà a rafforzarsi?
Redazione
14 anni fa
La Banca Nazionale Svizzera ha giustamente deciso di continuare a difendere il tasso minimo di cambio

La scelta della Banca Nazionale Svizzera di difendere il cambio minimo di 1,20 franchi rispetto all’euro non cambia nonostante il leggero apprezzamento della moneta unica europea nei confronti della nostra valuta. Lo ha ribadito il membro della Direzione della BNS Fritz Zurbrügg. Questa presa di posizione non sorprende affatto e appare completamente logica. I motivi sono semplici. Il rafforzamento dell’euro rende più facile e meno dispendioso il compito delle nostre autorità monetarie di difendere il tasso di cambio minimo, ma il fenomeno non è affatto consolidato per spingere la BNS a cambiare politica. Il rialzo della moneta unica europea, particolarmente pronunciato nei confronti dello yen giapponese, appare infatti la conseguenza delle scelte operate dagli altri Paesi piuttosto che da una soluzione dei problemi di Eurolandia. Infatti l’unico fatto nuovo di Eurolandia è l’impegno assunto da Mario Draghi della Banca centrale europea di essere disposto ad usare tutti i mezzi a sua disposizione per difendere la moneta unica. Queste dichiarazioni hanno allontanato il pericolo di una disintegrazione dell’Unione monetaria e hanno riportato un po’ di serenità sui mercati finanziari del Vecchio Continente. I rendimenti dei titoli di stato dei Paesi in difficoltà sono diminuiti e gli indici azionari sono saliti. L’ottimismo dei mercati finanziari non riflette però un miglioramento della situazione economica delle nazioni dell’Europa del Sud. Le condizioni economiche di Italia, Spagna, Grecia e Portogallo non sono affatto migliorate ed anzi sono peggiorate. Alla lista dei Paesi da soccorrere si è aggiunto ora Cipro, che ha chiesto l’aiuto dell’Unione Europea. Il piano di salvataggio di questo Paese è però ancora in alto mare a causa dei dissidi sui termini della ricapitalizzazione del suo sistema bancario e soprattutto delle perdite che dovrebbero pesare sui clienti e sui detentori delle obbligazioni delle banche cipriote. A tutto ciò si aggiunge l’incertezza sull’esito delle elezioni in Italia e dello scandalo che ha toccato il primo ministro spagnolo. Ma c’è di più. Come ha già dichiarato il presidente francese François Hollande, l’attuale rafforzamento dell’euro rimette in discussione le speranze, già di per sé esili, di una ripresa dell’economia europea. Infatti le esportazioni erano e sono lo strumento principe attraverso cui i Paesi che stanno seguendo severe politiche di austerità possono sperare di rilanciare le loro economie. Parigi ha quindi chiesto un intervento della Bce per frenare il rialzo dell’euro e a stretto giro di posta la Bundesbank tedesca ha espresso il suo totale disaccordo, sostenendo che l’euro non è sopravvalutato. Si tratta (se ce ne fosse ancora bisogno) di un’altra dimostrazione delle tensioni all’interno dell’Europa che sono destinate di nuovo a riemergere con forza e che probabilmente porteranno l’Europa a parlare linguaggi diversi al prossimo vertice del G20 in programma venerdì prossimo a Mosca. Il motivo vero della forza dell’euro risiede comunque nelle decisioni di Giappone e Stati Uniti di procedere con ancora maggiore vigore sulla strada della stampa di nuova moneta. Infatti non è tanto l’euro che si è apprezzato, ma è lo yen giapponese che si è fortemente deprezzato seguito a ruota negli ultimi giorni dal dollaro statunitense. In pratica si tratta delle conseguenze secondarie delle scelte di politica economica fatte da questi due Paesi, nel caso del Giappone, per uscire da una pluriennale deflazione e, nel caso degli Stati Uniti, per consolidare una ripresa ancora modesta e soprattutto fragile. In questo contesto l’Europa bloccata dai veti incrociati rischia con il rafforzamento dell’euro di essere il vaso di coccio, come teme la Francia. La grande domanda è comunque un’altra: l’euro continuerà a rafforzarsi? Sebbene azzeccare una previsione è sicuramente azzardato, vi è più di un motivo per ritenere che le debolezze strutturali di Eurolandia tenderanno prima o poi ad indebolire la moneta unica. In ogni caso la

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