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L'estinzione del patrimonio culturale di Siria e Iraq
Redazione
12 anni fa
L'attacco a musei, biblioteche e monumenti storici da parte di fanatici religiosi sarà al centro di una conferenza a Lugano il prossimo 11 marzo

Un attacco al museo di Mosul e la distruzione di un tratto delle mitiche mura di Ninive sono solo le ultime notizie rimbalzate sulla stampa internazionale relative allo scempio che si starebbe compiendo in Iraq ai danni della memoria storica che caratterizza quella che viene considerata la culla della civiltà. Le cose non vanno meglio nella vicina Siria e in Libia, dove una parte del patrimonio universale dell'umanità, riconosciuto anche dall'Unesco, è sotto attacco da parte dei fanatici religiosi e dei trafficanti di opere d'arte che da tempo approfittano del polverone per depredare musei e biblioteche. Il tutto all'ombra delle migliaia di morti che la guerra sta facendo da mesi, con i relativi orrori che ben conosciamo.

Di tutto questo parlerà a Lugano l'11 marzo Paolo Brusasco, docente di Archeologia e Storia dell'arte del Vicino oriente all'Università di Genova, conoscitore di Siria e Iraq dove ha lavorato, in una conferenza al Palazzo dei congressi con inizio alle 20.30, organizzata dall'Associazione archeologica ticinese (AAT) e intitolata "Futuro senza passato: l'estinzione del patrimonio culturale in Siria e Iraq". Genocidio e mnemocidio che si coniugano con la soppressione iconoclasta di musei, monumenti commemorativi, siti archeologici santuari e moschee che non trova giustificazione alcuna nel Corano. Un tema dunque di grande attualità che riguarda anche noi occidentali e la nostra cultura.

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