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L'economia europea sull'orlo del precipizio
Redazione
15 anni fa
La questione della spaccatura dell'euro è ormai diventata un tema di dibattito pubblico

L’economia europea e con essa l’economia mondiale sono “sull’orlo di un precipizio che ricorda fortemente il 1931. Oggi come allora, i fallimenti bancari minacciano di provocare un collasso economico completo. Oggi come allora, un sistema monetario eccessivamente rigido (oggi l’euro, allora il Gold Standard) peggiora la situazione”. Questo è quanto ha scritto sul Times dello scorso 9 dicembre lo storico inglese Niall Ferguson. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, la quale lo scorso 16 dicembre ha avvertito che l’economia mondiale è a un passo da un disastro simile a quello della Grande Depressione degli anni Trenta. Questi pareri sono assolutamente fondati. Il vertice europeo di Bruxelles non ha assolutamente posto le basi per risolvere la crisi della moneta unica europea. Ha semplicemente posto le basi di un Patto fiscale destinato ad aggravare una recessione, che già sta colpendo alcuni Paesi di Eurolandia. La contrazione dell’economia è destinata a far saltare tutti i piani di risanamento dei conti pubblici presentati dai vari Paesi di Eurolandia. In pratica, una politica fatta di lacrime e sangue che non produce alcun risultato concreto. Non a caso in Italia si è già cominciato a discutere della necessità di un’altra manovra di risparmio. Insomma, l’Europa si è infilata in un vicolo cieco che rende inevitabile la spaccatura dell’Unione monetaria europea. E’ indubitabile che in questi giorni stiamo vivendo un periodo di calma prima della tempesta. Ma si moltiplicano i segnali di quanto si staglia all’orizzonte. La spaccatura dell’euro non è più un tema tabù, ma è diventato argomento di discussione anche a livello ufficiale. Il numero della Banca centrale europea, Mario Draghi, ne ha parlato esplicitamente in un’intervista pubblicata dal Financial Times lo scorso 19 dicembre, pur sottolineando con forza che questo scenario deve essere scongiurato usando tutti i mezzi. Altrettanto ha fatto il Presidente italiano, Giorgio Napoletano, il quale ha detto che “la divisione in due dell’Europa porterebbe alla fine dell’Europa”. Questo rischio è stato addirittura messo nero su bianco dagli estensori del prospetto informativo della prossima emissione obbligazionaria del Fondo Salva-Stati europeo. Infatti si può leggere che coloro che sottoscrivono queste obbligazione devono essere a conoscenza dell’eventualità che la moneta unica europea non esista più nell’attuale forma o addirittura non esista più del tutto. Tutto ciò lascia immaginare che la discussione sui modi di uscire dalla camicia di forza rappresentata dall’euro è già in corso in alcuni gremi ristretti. E’ probabile che non vi sia ancora un consenso su come uscire dall’attuale pantano e che anzi sia in corso un vero e proprio braccio di forza tra una Germania, che vuole uscire dall’euro, da un canto, e Francia, Italia e Spagna, che sperano ancora di far sopravvivere l’Unione monetaria, dall’altro. E’ pure ovvio che queste discussioni non vengano rese pubbliche. Queste considerazioni lasciano comunque aperte parecchie questioni. In primo luogo, la spaccatura dell’euro sarà frutto di una decisione concordata e, quindi, avverrà in modo ordinato oppure sarà il risultato traumatico dello scoppio di una scintilla in una parte del Vecchio Continente? E ancora la spaccatura dell’euro avverrà attraverso l’uscita dall’Unione monetaria dei Paesi forti (come abbiamo sempre sostenuto in questo blog) e quindi sarà meno traumatica oppure si seguiranno altre vie? Infatti la questione oggi non è più “se” si spaccherà Eurolandia, ma di “quando e come” si spaccherà. Una fine ordinata dell’euro con l’uscita dei Paesi forti europei e la creazione di fatto di un euro di Serie A, come abbiamo scritto ripetutamente, sarà dolorosa, ma non eccessivamente traumatica. Vi è da sperare che sia questa la strada che sceglieranno i leader europei. P.S. : Colgo l’occasione per ringraziare i lettori di questo Blog e per formul

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