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Le vacanze estive sono troppo lunghe?
Le vacanze estive sono troppo lunghe?
Le vacanze estive sono troppo lunghe?
Redazione
7 anni fa
A porre il quesito e l’Economist, che le riterrebbe addirittura deleterie

Le vacanze scolastiche estive mediamente concesse ai giovani studenti sarebbe troppo lunga e deleteria. È questa la tesi sostenuta dal celebre settimanale inglese The Economist.

Secondo quanto riportato in un articolo, le vacanze estive così lunghe porterebbero più svantaggi che benefici, in particolare alle fasce meno abbienti della popolazione, dove i ragazzi mostrerebbero la tendenza a dimenticare quanto appreso durante l’anno, a differenza di quelli facenti parte di famiglie più benestanti, i quali trascorrono più spesso campi estivi, dove hanno l’occasione di migliorare le loro capacità e conoscenze. A questo proposito viene riportato il caso dei bambini cinesi provenienti da famiglie ricche, spesso mandati all’estero durante la pausa estiva, generando un giro d’affari di oltre quattro miliardi di dollari.

Un altro problema causato dalle vacanze, anche questo riscontrato soprattuto nelle famiglie di ceto medio-basso, è l’aumento dei costi familiari, dal momento che spesso in molte nazioni, i bambini hanno diritto ad un pasto gratuito durante la pausa pranzo. L’aumento dei costi riguarda anche il tempo da dedicare ai figli, dovendo trovare qualcuno che si occupi di loro durante l’assenza dei genitori. Si stima che quest’estate, solamente per quanto riguarda la cura dei figli, le famiglie inglesi spenderanno in media 133 sterline in più a settimana, circa 165 franchi svizzeri.

Nonostante alcuni governi offrano aiuti durante il periodo estivo, come campi educativi gratuiti e un maggiore impegno nella fornitura di generi alimentari per le famiglie più povere, The Economist sostiene che questi problemi potrebbero venir drasticamente ridotti semplicemente riducendo la durata delle vacanze, utilizzando il periodo estivo per permettere agli studenti rimasti indietro col programma di recuperare le nozioni non apprese, e per sviluppare nuovi metodi di insegnamento.

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