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"Le notti bianche" all'Accademia di architettura
Redazione
16 anni fa
Mercoledì 29 settembre Marco Müller presenta il film di Luchino Visconti

Prosegue all’Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) il ciclo di proiezioni pubbliche organizzate ogni mercoledì dalla cattedra di “Stili e Tecniche del Cinema” diretta da Marco Müller. Mercoledì 29 settembre 2010 è la volta del film Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti che prenderà avvio alle ore 20.30.Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti Interpreti: Marcello Mastroianni, Maria Schell, Jean Marais, Clara Calamai, Corrado Pani; scenografie: Mario Chiari e Mario Garbuglia; costumi: Piero Tosi; fotografia: Giuseppe Rotunno; sceneggiatura: Suso Cecchi D’Amico.Con Le notti bianche, liberamente adattato dall’omonimo Romanzo sentimentale. Dalle memorie di un sognatore di Fëdor Dostoevskij, Luchino Visconti consuma la propria rottura con il neorealismo.Un set completamente “artificiale” (il quartiere portuale della Piccola Venezia, a Livorno, è ricostruito all’interno del più grande teatro di posa di Cinecittà, il mitico Teatro n.5) permette di definire uno stile visivo che sappia rendere appunto la soggettività dei protagonisti. Ma non è un film in costume – anzi, è un grande film sulla necessità dell’Utopia nell’Italia contemporanea: le “quattro notti di un sognatore” rendono con precisione il clima spirituale dopo i fatti di Ungheria e la rivelazione dei crimini di Stalin.Due livelli di realtà vengono messi in opposizione, quello corrente e quello ideale. Nel primo sono evidenti la dissoluzione sociale, la transitorietà, la musica di consumo, le strade sudice, i bar malfamati; il secondo viene invece prodotto dall’immaginazione, grazie al suo potere di trasformazione. Scenografie, costumi e illuminazione concorrono a fare sì che il realismo dei personaggi si sciolga in simbolo, il contrasto tra la quotidianità del mondo e la vaghezza del sogno trasfiguri il racconto in una rappresentazione delle situazioni psicologiche ed esistenziali. È il primo “film di studio” firmato da un regista che appartiene al gruppo quattro giganti del discorso architettonico nel cinema (Antonioni, Fellini, Pasolini, Visconti): altri, ma non molto presto, seguiranno.Sinossi: Mario, modesto impiegato, avviandosi una sera svogliatamente verso casa, scorge una donna che, appoggiata alla ringhiera di un ponticello su un canale, piange singhiozzando. Le si avvicina e le offre il proprio aiuto, rimanendo sconcertato, poi affascinato dal comportamento della giovane donna, ora cupa e angosciata, ora allegra e quasi infantile. Desidera rivederla e ottiene da lei un appuntamento per la sera dopo. L’indomani Natalia, questo il nome della ragazza, gli racconta la sua storia. Abbandonata dai genitori, vive con la nonna quasi cieca in un appartamento del quale viene subaffittata una stanza. Il loro inquilino era un anno addietro un bel giovane, del quale Natalia si era perdutamente innamorata. Un giorno l’inquilino se ne va, promettendo di ritornare dopo un anno; si sarebbero incontrati presso il ponticello sul canale. Da quel giorno Natalia si strugge nell’attesa. Mario, che a sua volta si innamora della ragazza, cerca di farle dimenticare l’assente e di convincerla a non vivere di illusioni e di vane speranze. Il persistente silenzio del fidanzato induce Natalia ad accettare la corte di Mario, col quale balla una sera con trasporto per poi abbandonarlo di nuovo improvvisamente. Delusa ancora una volta nella sua attesa, Natalia ritorna da Mario e sembra voglia fare di tutto per corrispondere al suo amore. Ma avviandosi con lui verso casa, sente dei passi che s’avvicinano: è l’uomo che ritorna... Natalia si stacca da Mario e vola felice tra le braccia dell’atteso.Durata: 97' Audio: italiano Sottotitoli: ingleseLa proiezione è aperta al pubblico e gratuita

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