
Non si fermano i controlli della Guardia di Finanza nell’ambito delle attività di polizia economico-finanziaria finalizzate al contrasto del sommerso da lavoro ed alla lotta agli sprechi di denaro pubblico. Nel corso del corrente anno la Compagnia di Erba ha scoperto 39 lavoratori in nero, tra cui 2 cittadini italiani che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Como in quanto sono stati trovati intenti a lavorare presso esercizi commerciali pur percependo il reddito di cittadinanza.
L'attività del Reparto è proseguita facendo emergere un altro lavoratore in nero, anch'esso percettore del reddito di cittadinanza e residente in Mandello del Lario, che è stato trovato intento a lavorare presso un banco del mercato rionale di Erba.
Attraverso le banche dati in uso al Corpo, è stato possibile rilevare che il lavoratore aveva richiesto il reddito di cittadinanza, ottenendo un sussidio del valore complessivo di 535,85 euro per i mesi da maggio a settembre. L'uomo è stato pertanto denunciato alla locale Autorità Giudiziaria per omessa comunicazione della variazione del reddito o del patrimonio nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. L'infrazione all’art. 7, comma 2, del Decreto legge del 28 gennaio 2019 prevede una condanna da uno a tre anni nonché la revoca del beneficio con effetto retroattivo. Il beneficiario è quindi tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito.
Nei confronti del datore di lavoro sono state applicate sanzioni amministrative che prevedono, nel caso di impiego di lavoratori percettori di reddito di cittadinanza, una maxi sanzione aggravata non sanabile che va da un minimo di 2160 euro ad un massimo di 12'960 euro.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

