
Ha deciso di documentare tutto su Facebook, dopo la grande umiliazione subita. Ha ancora l'amaro in bocca, l'attrice del western firmato Quentin Tarantino Django Unchained Daniele Watts. Una vicenda che poteva essere tipica nell'America degli anni '50, si ripete nel 2014. E a pagare lo scotto è stata proprio l'attrice.
Daniele stava camminando per le strade di Los Angeles in compagnia del marito, lo chef Brian James Lucas. Mentre camminavano, mano nella mano, la Watts era al telefono col padre. A un certo punto sono arrivati due poliziotti, allertati da una telefonata in cui si sosteneva che una coppia interrazziale fosse colpevole di atteggiamenti indecenti.
Come racconta l'attrice sulla sua pagina Facebook, i due poliziotti l'hanno ammanettata e trattenuta nel retro della loro auto dopo essersi rifiutata di "ammettere di aver fatto qualcosa di sbagliato nel manifestare affetto, completamente vestita e in un luogo pubblico".
Daniele ha anche scritto, sempre sul social network: "Mentre ero seduta nella parte posteriore della macchina della polizia, mi sono ricordata le innumerevoli volte che mio padre è ritornato a casa frustrato o umiliato dalla polizia pur non avendo fatto nulla di male. Ho rivissuto la sua vergogna, la sua rabbia. Le lacrime che ora piango sono per un paese che si definisce 'la terra dei liberi e la patria dei coraggiosi', e ancora detiene le persone per rivendicare quel diritto".
In sostanza l'attrice è stata descritta, nella telefonata - anonima - che la denunciava, come una prostituta. E presa come tale dagli stessi agenti. Alla fine la coppia è stata rilasciata, non avendo fatto nulla di male.
Come detto, la vicenda le ha però lasciato l'amaro in bocca.
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